Domenica pomeriggio. Il tepore del caminetto, giornata uggiosa, un’abbondante porzione di pasta al forno. Ci stravacchiamo in poltrona. Tv accesa, il Tg che racconta le novità sulla crisi di Governo. Sul tavolo un libro lasciato da Jolly, la lettrice del gruppo: Moby Dick. Mister X scivola nel sonno. E vede una nave, grande, forte, che solca tranquilla l’oceano. Improvvisamente, un marinaio di nome Rossigliatto getta un sassolino - la sua coscienza? - nel mare, che diviene di colpo tumultuoso (in lontananza, si vedono le sagome di due figuri, il mago Camillo e il divo Giulio che agitano le acque con grandi pale e un paio di non expedit gridando: No Dico Sì Party). La nave s’inabissa. Il capitano Prodhab e il nostromo Frassino, per salvare il salvabile, evocano Fata Rutella e maghetta Follina. “Salvateci, vi imploriamo! Fateci sopravvivere e proseguire intrepidi il nostro viaggio!” Le fate, si sa, sono tutte buone, ed ecco allora trasformati i nostri in un branco variegato di pesci. Ci sono i pesciolini rossi, impertinenti e giocherelloni, che cantano e scherzano guidati dal pesce Bertinotto, i pesci democratici (una nuova razza, data dalla fusione tra i pesci Margherita e i pesci Veltroni), seri e compiti come mummie, altre specie minori e alcuni squaletti (ma innocui, buonissimi), gli squali Marini. Il loro capo si avvicina a Pesce Prodo, leader carismatico con le pinne al vento (e le pive nel sacco), gli sussurra qualcosa, mentre dice al pesce Frassino “Vai avanti tu, che a me mi vien da ridere!” La maga Rutella li precede, indicando la via. In lontananza, s’intravede una grande macchia bianca. “Ecco, avanti miei prodi...Lì c’è la nostra salvezza. Promesso. Orsù, senza paura!” C’è buio intorno, solo questa grande macchia bianca. Quando stanno per raggiungerla, fa capolino un piccolo pesce Casi, una razza biga che prospera solo in prossimità della famosa barriera vaticane, a destra del mar tiberino, che incrociando fata Rotella e gli squali Marini sorride. Quasi tutti i pesciolini finiscono tra le fauci della macchia bianca, che è poi un'enorme balena, della specie forchettona, quelle dure a morire che resuscitano sempre, mentre tutt'intorno le sirene cantano Biancofiore ritorna! Mister X si sente soffocare (colpa della pasta al forno?) e grida “Aiuto! Aiuto!” nel sonno. “Ehi, ma che gridi…eccoti il caffé” gli dice Nin@, con dolcezza “Stavi facendo solo un brutto sogno”. Mister X si rialza. Ma era davvero un sogno?
Buon tutto!