
Giovannino Perdigiorno nel suo girovagare capitò un bel giorno in un ridente paese. Un paese che sprizzava buonumore da tutte le parti. La gente per strada rideva allegramente, ognuno – democraticamente - a suo modo: chi un po’sommessamente, sotto i baffi, chi senza ritegno, a crepapelle. Giovannino, che era un grande viaggiatore, andò di strada in strada, nelle piazze, e ovunque era un fiorire di scherzi, battute, frizzi e lazzi. E tutti, grandi e piccini, uomini e donne, se la ridevano a volontà. In una via nei pressi del municipio vide però tre persone con la faccia triste. Si avvicinò con circospezione e chiese loro: “Scusate, signori, sapreste dirmi perché tutti ridono, in questo bellissimo paese?” Uno dei tre, che aveva dei grandi baffoni e fumava un sigaro, rispose: “Ma come, non lo sai? Questo è il paese dei comici. Qui tutti ridono a crepapelle, tutti fanno battute di spirito, si ride e si scherza a volontà” Il viso di Giovannino Perdigiorno s’illuminò, e sentì il suo cuore vibrare d’allegria. Poi, però, di fronte alle facce tristi dei suoi interlocutori, si rabbuiò e chiese: “E voi, perché non ridete?”. Un altro dei tre, con i capelli scarmigliati ed un forte accento toscano, che zampettava come un grillo, disse: “O che tu non lo sai? In questo paese, come tutti i paesi che si rispettino, si deve eleggere il sindaco, il primo cittadino. Il capo di tutti noi, insomma…” Giovannino, che era sempre più curioso, chiese ancora: “E allora?” Il terzo, il viso sorridente e i denti bianchi scintillanti al sole, trasfigurato dalle lacrime copiose, gli rispose singhiozzando: “Eravamo candidati noi tre: Quello è Groucho Marx” disse indicando il tale con il sigaro “e pensava di meritarsi l’elezione, con il suo passato di film surreali. Questo qui è Roberto Benigni” disse indicando quello con l’accento toscano “un grande comico che ha addirittura vinto un Oscar. Capisci, un Oscar!” Un singhiozzo più forte degli altri lo interruppe, lasciando stranito il nostro Giovannino. “E io, io sono Gino Bramieri. L’uomo che ha raccontato più barzellette al mondo!” Giovannino Perdigiorno, interdetto, si azzardò a chiedere “Embé?” I tre, lo guardarono con commiserazione: “Ma come, non lo sai? E’ arrivato in paese il nuovo sindaco di Verona, Flavio Tosi. Quando ha tolto la foto del presidente Napolitano dal suo ufficio, ha scavalcato il povero Roberto Benigni. Quando ha nominato un naziskin nell’istituto sulla Resistenza partigiana, ha eliminato il buon Groucho Marx.” Giovannino Perdigiorno silenzioso vedeva la disperazione sul volto dei suoi interlocutori. “Ma quando ha fatto elevare una multa a un bimbo di 4 anni perché tentava di mangiare un panino, ha messo al tappeto anche le ultime velleità di Gino Bramieri. Una barzelletta così, lui non se la sarebbe mai neppure immaginata!” Giovannino Perdigiorno lasciò i tre comici a crogiolarsi nel dolore, mentre tutto il paese osannava in piazza il nuovo sindaco, che avrebbe certamente rinverdito i fasti di un tempo, quando a comandare in città c’erano Charlot, Stanlio e Ollio e il grande Totò con Peppino.
Che meraviglia il paese dei comici!
Buon tutto!
Il disegno di Groucho Marx è preso a prestito dal grande disegnatore francese Daniel Goossens
Giovannino Perdigiorno, per i 2 o 3 che non se lo ricordano, è un personaggio dell’immenso Gianni Rodari, indimenticato e indimenticabile maestro. Questo post è dedicato a lui e alla sua grande lezione di vita e di fantasia, con la speranza che, ovunque si trovi ora, possa perdonarci per averlo così indegnamente citato.
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George Bush, ogni tanto ci azzecca. Bisogna ammetterlo. Dopo molte decisioni controverse, ha deciso, verso la fine della sua brillante carriera di Presidente degli USA di fare una cosa giusta. L’amministrazione della Casa Bianca ha lanciato una campagna per un maggior decoro alla Casa Bianca. Troppe nefandezze, troppe indecenze. E’ ora di farla finita, di dare un taglio netto a questa vergogna. The Washington Post già titolava a tutta pagina: George Bush si dimette! Il New York Times a sua volta scriveva: George si toglie dai piedi! Mentre in tutto il mondo e in gran parte degli USA tutti brindavano alla saggia decisione del Presidente, che riscattava così le migliaia e migliaia di danni collaterali (quelle fastidiosissime cifre dei deceduti civili) e di militari americani morti mentre l’Amministrazione Bush esporta la democrazia, il portavoce della casa Bianca ha precisato. No, ragazzi, non avete capito nulla. Il Presidente, nonostante la sua indole notoriamente pacifica, ha dichiarato guerra alla crescente informalità che si respira nel palazzo della sua amministrazione: turisti estivi che arrivano in pantaloni corti e sandali, giornalisti in jeans e t-shirt, giornaliste in minigonna, personale con scarpe da ginnastica ed infradito, pare indossati anche dalla segretaria dello Studio Ovale (che indecenza!). Il Presidente Bush ha perfettamente ragione. L’indecenza dell’abbigliamento mina il decoro della Casa Bianca, eccome! Dick Cheney e Donald Rumsfield ad esempio decisero l’invasione in Iraq mentre giocavano a carte nel giardino della White House, indossando una canottiera e degli zoccoletti. La strategia per l’Afghanistan fu messa a punto da Condoleeza Rice e dai suoi collaboratori mentre sorseggiavano una menta, in costume da bagno, ai bordi della piscina presidenziale (Bush, stanco per il running pomeridiano, pisolava sulla sdraio). Ora, per fortuna, tutto questo sta per finire. Solo un po’ di pazienza: bisogna aspettare questi benedetti provvedimenti per la decenza. Non quelli di Mr. President. Quelli che prenderà il popolo americano, quando (tra oltre un anno, bisogna pazientare ancora un po’…) manderà a casa quest’amministrazione. E, forse, un grande paese smetterà di avere un piccolo Presidente. Speriamo.
Buon tutto!
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On line su Comicomix trovate una vignetta del nostro Eros, nella sua Galleria: Lotta per la conquista del mondo! Sempre se vi va...

Nuova Zelanda ed Italia. Paesi lontani, nazioni agli antipodi. Quando qui è giorno, da loro è notte. Noi siamo i campioni del mondo di calcio, loro hanno la squadra più forte e famosa di Rugby, i mitici All Blacks. Distanti per latitudine, lingua, usi, costumi. Eppure molto simili, se non addirittura identici, almeno in tema di istruzione universitaria. Credevamo che la nostra gloriosa Università, fosse inarrivabile: lezioni che cominciano con ore di ritardo o sono annullate senza preavviso, professori coetanei di matusalemme (il più giovane pare fosse uno dei membri anziani della spedizione dei Mille di Garibaldi), didattica aggiornata al 215 avanti cristo. Dopo le riforme di un numero imprecisato di ministri e la magnifica opera di demolizione adottata dai Rettori (sempre più Magnifici), che hanno tra l’altro previsto la moltiplicazione dei Corsi di laurea e delle cattedre introducendo anche corsi in Scemologia applicata, pensavamo di essere unici al mondo. Ma per fortuna, anche in Nuova Zelanda, l’Università sta andando a rotoli. Anzi, meglio: a puttane. Il Ministero dell’Istruzione Neozelandese sta per varare un corso di laurea triennale in prostituzione. Mancano solo pochi dettagli, ad esempio le modalità di svolgimento degli esami (teorici o di pratica applicativa?) e dell’esposizione della Tesi (orale o con il linguaggio del corpo?). Un serio problema, all’esame degli accademici del luogo (colleghi fratelli di quelli italiani) è capire se S.o.B. (son of Bitch, insomma, fijo de ‘na mignotta) vada considerato un insulto o non piuttosto un titolo onorifico. Se tutto andrà bene al Ministero dell’Istruzione neozelandese prevedono di attivare in tempi brevi anche il biennio di specializzazione. Ci sarebbe solo un piccolo problema: sembra che ci sia già un gran numero di pre-iscrizioni dall’Italia (forse, in nome di un gemellaggio italo-neozelandese?): pare si tratti di stuoli di parlamentari, giornalisti, manager d’azienda, professori, burocrati, tutti ansiosissimi di affiancare alla loro pluriennale formazione pratica “sul campo”, una solida base teorica.
Buon tutto!
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La Chiesa di Roma ha ragione: il “grido di dolore” sulla crisi di valori e sul disinteresse per la famiglia in Italia non sono invenzioni delle gerarchie ecclesiastiche, ma un amara realtà. Per fortuna, in Vaticano hanno un piano. Segretissimo. Ma il nostro tabaccaio, sempre super informato, ne è venuto a conoscenza: la Chiesa prepara un clamoroso trasloco. Addio, ingrata Roma, che stai anche per regalare il tuo sindaco (comunista…sic!) in soccorso al governo rovina famiglie. Dopo lunghe trattative, il piano è stato messo a punto nel recente incontro a Roma dell’ex Primo ministro Tony Blair: la Chiesa ha intenzione di spostarsi a Londra. Battuta sul filo di lana la candidatura della Polonia, patria dei simpaticissimi gemelli Kaczynski, (Presidente della repubblica e Primo ministro). Il Cardinal Ruini preferisce Londra innanzitutto perché gli inglesi sono notoriamente molto più simpatici, disponibili, aperti, generosi degli italiani. Hanno inventato il calcio, giocano a Cricket, a Polo, a Golf (tutti sport dove, come diceva Gaber, per essere bravi non è che bisogna proprio essere imbecilli, però aiuta...). Ma, soprattutto, hanno a cuore la famiglia. Molto più di noi italiani. Intanto, hanno uno sterminato amore per la Royal Family, la Famiglia reale, tra l’altro specchio di virtù e moralità. Ma altri elementi pesano: in Vaticano hanno saputo che David Miliband, ministro degli esteri, ha nominato il fratello Ed Miliand suo sottosegretario. Che bravo fratellino! Il Ministro della scuola Ed Balls, invece, esce di casa tutte le mattine mano nella mano con Yvette Cooper, sua moglie, che è sottosegretario all’edilizia. Che tenerezza! Insieme raggiungono il palazzo che li ospita entrambi, a soli due piani di distanza. Ma la spinta finale (il colpo di grazia?) l’ha data il nuovo Primo ministro, Gordon Brown, che ha nominato la moglie Sarah suo portavoce. Bagnasco e Ruini non stanno più nella pelle dalla gioia. Ecco chi pensa veramente alla famiglia! Ecco chi può arginare la deriva dei valori! Ora, manca solo la definizione dei dettagli. Manca l’incontro definitivo. Si vedranno i due che comandano: Ruini e Sarah. Sì, proprio lei, quella che ha più (porta)voce in capitolo. Al numero 10 di Dowining Street, la residenza del primo ministro, l’ultima parola è - of course! - la sua.
Buon tutto!
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On line su Comicomix Juri e Kail, una Fant Art dedicata a Chie Shinohara nella Galleria di Jolly

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