
Oggi vogliamo festeggiare un uomo straordinariamente generoso. Pacato, sereno, tranquillo. Un uomo buono, anzi, buonista. Walter Veltroni. Uno che per gli amici si fa in
Buon tutto!

Un’invasione. Strisciante e silenziosa, ma devastante. Che scuote le certezze e distrugge ogni convenzione, ogni regola. Invasori che arrivano e vengono a rubarci quanto abbiamo di più caro e prezioso. Senza chiedere il permesso. Prendono d’assalto le nostre case, le nostre città, i nostri fiumi, i nostri porti. Non sono come noi. Sono stranieri: sono i Cormorani e gli Aironi che da un po’ di tempo si concentrano nel nostro paese. Qualche mese fa avevano suscitato allarme in Sardegna. Ora invadono i torrenti delle periferie urbane di Genova. E con protervia e cattiveria senza pari si mangiano le trote e i cavedani di cui quei fiumi sono ricchi. Lasciando solo poche prede ai pescatori genovesi. Che, nel loro piccolo, s’incazzano. E che reclamano nei confronti della provincia di Genova, competente per materia. Loro sono onesti cittadini che pagano un odioso balzello di 44 euro annui (una cifra davvero esosa) per poter pescare quei pesci. Mentre loro, gli stranieri, i Cormorani e gli Aironi, possono accedervi senza neppure presentare i documenti. Vergogna! Perché la provincia di Genova non mobilita le proprie truppe, ordinando alle guardie provinciali di scacciare l’invasore a colpi di fucile, o magari recintando di reticolati elettrificati tutti i fiumi del genovese e dintorni? O, perché no, bombardando gli invasori con gli ultrasuoni? Renata Briano, Assessore alla caccia e pesca della provincia di Genova, non sa che proprio che pesci pigliare, (perché se li prendono tutti i Cormorani…). Accampa scuse risibili, irritando i bravi cittadini, i già inferociti pescatori genovesi. Ha detto loro, ad esempio, che non è proprio semplice recintare il cielo. Ma che sfacciata! Monta l’indignazione dei poveri pescatori, al grido di “Padroni a casa nostra!”. E chiedono l’intervento dell’unione Europea, della Nato, della Nazioni Unite. Alcuni sospettano che ci sia un’oscura manovra, un complotto ordito dalla Briano, che sarà anche un Assessore, ma è soprattutto una donna e, manco a dirlo, comunista e ambientalista. Insomma, è tutta colpa sua e del suo lassismo, che ha portato la situazione a questo drammatico punto di non ritorno. E’ stata capace solo di scrivere a tutti i suoi colleghi del centro nord, dalla Toscana, dell’Emilia, del Lazio, invocando una linea comune. Capace solo di parole inutili. Mentre la gente, tra cui si annidano anche i pescatori sportivi del genovese, reclama fatti. Chissà se ci penseranno gli unici autentici difensori della legalità, i paladini della sicurezza, insomma quelli che capiscono le esigenze del popolo, e che per fortuna presto occuperanno tutti i posti di responsabilità che ci sono in Italia. Speriamo. Nel frattempo, noi vogliamo dare un esempio, e suggerire una soluzione. Una modesta proposta. Prima di tutto, cacciare a pedate nel didietro l’inetta Assessora Briano; naturalmente, con gentilezza padana. Ma tornasse in cucina, che quello è il posto delle donne! A quel punto, si potrebbe fermare i Cormorani arrestandoli uno ad uno, comunicargli il decreto di espulsione, accompagnarli alla frontiera chiusi dentro appositi treni-gabbiera, appositamente costruiti. E, superate le eventuali resistenze delle guardie svizzere, francesi, croate, se necessario dichiarano guerra a questi paesi, liberare i volatili nei cieli esteri, appena passato il confine. Ovviamente, avvisandoli di non rimettere becco nei fiumi italiani, nonostante trote e cavedani. E, per assicurarsi che non si sbaglino, regalare loro un’apposita cartina geografica, in modo che evitino di tornare in Italia per sbeffeggiare i poveri e pescatori di fiume. Perché sembra (sono voci incontrollate, in cerca di conferme ufficiali) che i cormorani volino; e vadano, proprio come Và il pensiero. E come diceva una nota canzone: il pensiero è come l’oceano, non lo puoi comprare non lo puoi recintare. Al limite, lo puoi ammazzare.
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Roberto Formigoni è in grave pericolo. Un pericolo terribile. Un losco figuro vuole strapparlo alla sua amata terra natìa, alla sua nebbia, alla sua Lombardia. Roberto sta tentando di resistere con tutte le forze. Pensa ai suoi risotti, alle gite sul Lago di Como. Ma il demonio ormai, lo ha indotto in tentazione. Sotto forma di poltrona, gli è apparso in sogno, offrendogli prima
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Domani è il 25 aprile. Una bellissima giornata, per tutti gli Italiani. Chi ci conosce sa da che parte stiamo. Ma, senza voler mettere steccati, ricordiamoci che quel giorno rappresenta la fine della Guerra e della dittatura nazifascista. E pensiamo che anche chi stava, secondo noi sbagliando, dall’altra parte, dovrebbe festeggiare questo giorno. Perché la libertà è di tutti. Non è né di destra né di sinistra.
Ah, se vi va, su Comicomix è anche on line una bella illustrazione di Eros: Guglielmo Tell.

E’ proprio vero che le disgrazie non vengono mai da sole. Non ci siamo ancora ripresi da una terribile notizia, che già ne arriva un’altra. No, non preoccupatevi, non stiamo parlando per l’ennesima volta della batosta elettorale della sinistra. Ma di qualcosa di molto molto più importante. La conclusione di Amici, una notizia che ci ha gettato nello sconforto più totale. Non siamo riusciti a mangiare per giorni e giorni, e non è servita a consolarci la magnifica festa di Piazza del popolo, dove abbiamo potuto rivedere, purtroppo per l’ultima volta, i nostri eroi della squadra blu e della squadra bianca. Come resistere alle splendide esibizioni dei protagonisti della fortunata trasmissione: le riflessioni filosofiche di Platinette, le analisi raffinate della De Filippi, le terribili angosce per i grandi problemi dell’umanità che affliggevano i concorrenti? Ed ecco che, apunto, una nuova tegola ci cade sulla testa. Mandandoci definitivamente al tappeto. Il colpo di grazia: anche il Grande Fratello chiude i battenti. Come riusciremo ad andare avanti adesso? Di cosa parleremo la sera, mentre sul telegiornale passano le tranquillizzanti immagini di guerra e le dichiarazioni di politici di bassa Lega? Come potremo restare senza le interessanti discussioni della casa, i colpi di scena davanti al gabinetto, le strepitose performance amatorie di Tizio o di Caia? E chi sostituirà gli appassionanti dibattiti quotidiani nel salotto della Casa, conferme dell’indissolubile legame esistente tra l’uomo e le scimmie? Quanto saranno lunghe le azzurre giornate della primavera e dell’estate, che trascorreremo nella trepidante attesa della prossima stagione televisiva, delle prossime edizioni di questi due splendidi esempi di Tv intelligente? E riusciranno, i responsabili di queste trasmissioni, a trovare personaggi dello stesso spessore intellettuale, della stessa elegante raffinatezza, magnifici esemplari dell’Italia di cielo di sole e di mare che ci rende così orgogliosi di essere italiani? Mentre aspettiamo, tormentandoci tra queste domande, e nel frattempo facciamo la fila per pagare le bollette; e mentre trepidiamo per il destino che attende i protagonisti di questa edizione dei bellissimi programmi, destinati sicuramente – come i loro predecessori – a brillantissime carriere nel mondo dello spettacolo, della politica, della società, e nel frattempo ci sbattiamo nei nostri lavori ed occupazioni, ci restano pochi motivi di consolazione. Ad esempio, fino alle nuove edizioni di queste trasmissioni, potremo intrattenerci con le dichiarazioni di Borghezio, con la nomina di un indiscusso genio come Roberto Calderoli a vice presidente del Consiglio, con le giocose esternazioni di Alessandra Mussolini. E soprattutto, almeno fino all’estate, Porta a porta, la casa di Bruno Vespa, resiste. Ecco l’ultimo eroico baluardo della Tv intelligente. Spossiamo restare tranquilli: lui e Emilio Fede, per un bel pezzo non ce li leva nessuno di torno. E allora, mentre aspettiamo con il cuore gonfio di dolore l’ultima puntata di stasera, lasciamoci con un po’ di ottimismo: al pensiero di Calderoli e
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Uno spettro si aggira per il parlamento italiano. Lo spettro, anzi il fantasma, della Sinistra. La si cerca in ogni luogo: nei corridoi del Transatlantico di Montecitorio, nell’aula sorda (e anche un po’ grigia), addirittura nei gabinetti. Niente da fare, non si trova. Dissolta. Sparita. La cerco e non la trovo. Come
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Deve essere successo qualcosa, in Italia, in questi giorni. Qualcosa di inaspettato, di imprevedibile. Deve esserci stato o un tremendo terremoto, o addirittura, una rivoluzione. Qualcosa che sembra abbia a che fare con le recenti elezioni politiche. Lo si capisce dall’eccitazione per strada, dai titoloni sui giornali, dagli special televisivi. Ma che è successo? Hanno vinto Sinistra Critica, o il Partito Comunista dei lavoratori, con oltre il 75 per cento dei voti? No, qualcosa di ancora più incredibile: le elezioni le ha vinte Silvio Berlusconi! Straordinario! E chi l’avrebbe mai detto! Non se lo aspettava proprio nessuno! Nei due mesi di campagna elettorale, tutti erano stati dati per favoriti, dai commentatori, dai sondaggi. Tutti: Veltroni, Casini, Bertinotti, Turigliatto, Santanchè, Partito pensionati, il Marco Ferrando,
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