venerdì, 30 maggio 2008, ore 08:08
scarabocchiato da Comicomix in italia, riflessioni, vita, economia, umorismo, attualità


L’Italia è un paese magnifico. C’è il sole, c’è il mare, la gente è sempre allegra. In questi ultimi tempi incontri le persone per strada, e tutti ti sorridono, ripetendo il titolo di un vecchio varietà: Bambole, non c’è una lira. E giù risate. Infatti, aprendo il portafogli, di lire non si vede nemmeno l’ombra, sembra quasi il governo di Veltroni. E l’Istat nel suo Rapporto annuale sostiene che il 50 per cento delle famiglie vive con pochi soldi al mese. Insomma, ci sarebbe poco da stare allegri. Eppure, c’è un sacco di gente contenta, che canta e balla, anche se non ha una lira in tasca. Gli italiani sono poveri ma non lo sanno?  Eppure dovrebbero: qualche settimana fa, quando scoppiò lo scandalo dei redditi on line, abbiamo scoperto che solo una manciata di italiani dichiara più di 200 mila euro l'anno. Non dovrebbero esserci dubbi: gli italiani in tasca non hanno una lira. Ma molti non lo sanno: secondo un sondaggio dell’Astra Ricerche ci sono un milione e 700 mila italiani che si sentono ricchissimi. Ma come è possibile questo strano e curioso fenomeno, oggetto di approfonditissime indagini da parte di scienziati, politici, economisti e giornalisti di tutto il mondo? Dopo lunghe e laboriose ricerche, forse abbiamo scoperto il mistero. Quel milione e 700 mila italiani si sentono ricchissimi, nonostante non abbiano una lira, perché in tasca hanno un bel po’ di euro: in Italia, secondo l’indagine 2007 sulla ricchezza individuale di Merrill Lynch e Capgemini ci sono più di 205 mila famiglie con più di un milione di euro in banca e, tanto per gradire, circa 718 mila italiani con un conto corrente di oltre 500 mila euro. Forse è per questo che ridendo e scherzando, in 3 mesi in Italia sono state vendute 18 mila auto di lusso. E nella sola Milano ci sono 150 mila persone che spendono 20 mila euro al mese in beni di lusso, mentre il mercato delle barche extra lusso batte record su record. A conoscere da vicino questi poveri ricchi si fanno scoperte formidabili: uno di questi allegri poveracci si chiama Gaetano Paradiso, socio fondatore di Valore Italia, padre amorevole e tenerissimo: per la festa della sua bambina le ha regalato le Winx. Non le bambole, ma quelle vere, noleggiate per una serata per la modica cifra di 20 mila euro. Uno che non si fa mancare nulla: è appena tornato da una vacanza al Polo nord, dove per 34 mila euro ha dormito in tenda per una settimana a 42 gradi sottozero. Se ci teneva tanto, poteva andare gratis sotto un ponte assieme a qualche barbone quest’inverno! Eppure, anche i ricchi piangono: quelli ad esempio che devono aspettare dai 18 ai 30 mesi per acquistare una Ferrari. O quelli che cadono in depressione e vanno dallo psicanalista perché non possono permettersi un Jet personale. Ma sono anche persone sensibili, spesso soffrono per motivi meno materiali: a volte perchè si sentono soli. Per loro per fortuna c’è Quintessentially, agenzia fondata dal nipote di Carlo d’Inghileterra, di cui è socio anche quel simpaticone di Flavio Briatore: per la modica cifra associativa di 36 mila euro all’anno, questa benemerita agenzia organizza al povero ricco tutta la vita, anche 24 ore al giorno, facendo di tutto. Prenotando un tavolo all’Harry’s Bar di Venezia, oppure una cena a lume di candela per la propria moglie in compagnia di qualche uomo bello e famoso, o acquistando e recapitando in poche ore quel leoncino che l’amichetta desidera più di qualsiasi altra cosa al mondo. Oppure, quelli che si fanno portare il giornale con un elicottero, in qualsiasi parte del mondo, perché il loro cagnolino Fuffi è impegnato, deve fare i bisognini. E quando il giornale arriva, i poveri ricchi si sdraiano sul ponte dello Yacht acquistato per qualche milione di euro, sorseggiano un drink, cullati dalle onde del mare, cominciano a leggere e scovano una notizia divertentissima: l’evasione fiscale in Italia è stimata in circa 316 miliardi di euro. Ma dite la verità, non ridereste anche voi, al loro posto?
Buon tutto!


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mercoledì, 28 maggio 2008, ore 00:11
scarabocchiato da Comicomix in italia, politica, riflessioni, umorismo, attualità, messina


Il Governo è pronto a mettere circa 6 miliardi di euro per a far rinascere la Sicilia. Non preoccupatevi, non li useranno per costruire o completare l’Autostrada fantasma, la Messina Palermo, né superstrade o tangenziali mai finite. E neppure per raddoppiare i binari ferroviari, velocizzando le percorrenze da Napoli in giù. O per risolvere il problema della siccità, costruendo dissalatori, completando dighe e invasi mai utilizzati e realizzando canalizzazioni e acquedotti. Queste opere sono inutili. Come ha detto il Presidente siciliano, quel sant’uomo di Raffaele Lombardo, il futuro della Sicilia dipende solo dalla costruzione del Ponte sullo stretto di Messina. Un’opera monumentale, faraonica, straordinaria, che farà parlare della Sicilia in tutto il mondo. Immaginate un ponte sospeso, lungo 3666 metri, il più lungo del mondo; retto con cavi d’acciaio lunghi 5.300 metri e con un diametro di 1,24 metri: l’accecante bellezza di 166.000 tonnellate di acciaio arrangiato in cavi di un metro e venti centimetri di diametro. Immaginate poi due torri enormi, alte fino a sfiorare i 400 metri, più della Tour Eiffel o dell'Empire State Building, e le 100.000 tonnellate del ponte sospese a circa 65 metri di quota. Pensate al magnifico oscillare del ponte, circa 12 metri in orizzontale e 9 in verticale, nel settore centrale, per resistere ai venti che, nello stretto, possono superare i 200 km/h. Un ponte collocato in una zona ad alto rischio sismico, in grado di resistere senza danni a sollecitazioni fino a magnitudo 7,1. Non avete i brividi anche voi? Don Raffaele aveva addirittura le lacrime agli occhi, quando Pietro Ciucci, numero uno della società Stretto di Messina, ha dettato i tempi per la realizzazione dell'opera, scrivendo al Ministro per le Infrastrutture, Altero Matteoli: Avvio dei lavori a metà 2010, apertura al traffico nel 2016. Pietro Ciucci sa quello che dice, non è un ciuccio, è un grande manager: da quando è al timone della Società Stretto di Messina, i costi del personale sono passati dai 2 milioni di euro del 2002 a 9,2 milioni di euro del 2006 con un incremento di appena il 300 per cento, mentre gli stipendi e gettoni di presenza degli amministratori erano 526 mila euro nel 2002 e sono nel 2006 1,6 milioni di euro, con un più modesto incremento di circa il 200 per cento. L’ex Ministro Di Pietro disse che la Società Stretto di Messina era costata alla collettività la modica cifra di 150 milioni di euro, dalla sua nascita, senza neppure aver messo la prima pietra del Ponte. Ma non importa perché, come dice Don Raffaele, la società è di proprietà privata: infatti, i soci principali sono Treni Italia, ANAS, le Regioni Calabria e Sicilia. Più privata di così! E la costruzione, dice Don Rafaè, non costerebbe nulla allo Stato, perché sui 6 miliardi di costo, 3 li pagherebbero le Ferrovie, il cui proprietario, lo sanno tutti, si chiama Pantalone, e un altro 10-20 per cento i fondi della UE, che pare vengano da Marte (o forse da Saturno). E poi l’opera si autofinanzia: i ricavi dovrebbero compensare l’investimento, l’ammortamento del manufatto, la sua manutenzione e le spese di gestione per l’esercizio dello stesso. Ci vogliono 9000 auto al giorno e 200 treni. Facile: ora sullo stretto passano con il traghetto circa 7 mila auto al giorno, a convincere gli altri ci penseranno gli amici degli amici di Don Raffaele. Sanno essere convincenti. E poi chi se ne importa, il progresso ha un prezzo, a volte esagerato? Per vedere quel Ponte ballare la Contradanza tra Scilla e Cariddi siamo tutti disposti a pagare salato: Messina val bene una messa! Purtroppo, i nemici del progresso si oppongono. I soliti comunisti, ambientalisti, gente capace di dire solo no: come Pasquale Pistorio, il vice presidente di Confindustria, che ha detto che il Ponte è come avere il caviale e lo champagne quando mancano il pane e la pasta. Di parlare di sviluppo dei collegamenti portuali tra Sicilia e i porti di Genova, Livorno, Napoli, non ci sembra il caso di parlare: siamo Comicomix, ma abbiamo il senso della misura, noi. Aspettiamo con fiducia il 2016: ci sarà il ponte di Messina mentre l’autostrada Messina-Palermo continuerà a passare tra le bancarelle di Santo Stefano di Camastra, e mentre per percorrere la tratta ferroviaria Messina-Palermo continueremo ad impiegare mezz'ora in più rispetto a quando e' stata inaugurata agli inizi del '900,  e mentre da Ragusa – Messina continueranno a volerci circa 5 ore per coprire i 200 km di distanza. Ma in compenso, ogni giorno, sul Ponte di Messina risparmieremo una mezz’ora di tempo e balleremo nel vento, felici e contenti. Le due cosche, pardon coste,  saranno unite. Immaginate che festa?
Buon tutto!


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domenica, 25 maggio 2008, ore 21:58
scarabocchiato da Comicomix in cogne


Dopo la batosta elettorale, la Sinistra cerca di recuperare il tempo perduto. Dopo aver passato tanto troppo tempo tra salotti e salottini, tra balocchi e profumi, tra arsenico e vecchi merletti, finalmente, la sinistra riparte dalla gente, con una grande battaglia popolare. Finalmente! Ci ha pensato Giovanni Russo Spena, l’eroico ex-senatore di Rifondazione Comunista che, abbandonate le precedenti battaglie su questioni di scarso rilievo e lontane dai bisogni della gente, come quella sull’omicidio di Mafia di Peppino Impastato, o quella sulla sicurezza del lavoro (a chi volete che interessi?), si sta impegnando nella lotta per un vero grande ideale. Un'autentica battaglia di sinistra: la richiesta di grazia per Anna Maria Franzoni, la mamma di Cogne, che un tribunale dello stato italiano ha condannato definitivamente nell'ormai lontanissimo 21 maggio 2008 per l’omicidio del suo bambino, il piccolo Samuele, massacrato selvaggiamente nel gennaio 2002. Sul tema ha anche dottamente disquisito uno dei più grandi intellettuali della sinistra italiana, Piero Sansonetti. Abbandonate le noiose e antistoriche analisi di Marx sullo sfruttamento della classe operaia, il grande Sansonetti ha scosso le coscienze intorpidite del popolo della sinistra. L’idea è che sarebbe bello e saggio concedere la grazia ad Anna Maria. Senza entrare nel merito e stabilire se è colpevole o innocente. A quello – certo al dotto Sansonetti non sfuggirà - ci avrebbe già pensato un tribunale italiano, in triplice grado di giudizio. Ma il punto non è questo, ci spiega il compagno di Liberazione. Ora che è trascorso tutto questo tempo, adesso che sono passati già 2 giorni dalla condanna definitiva, e la Signora Franzoni langue in un carcere italiano, dopo quindi che è trascorso un lunghissimo tempo di detenzione e di dolore, dovrebbe prevalere un sentimento di pietà, di solidarietà. Non è un sentimento ignobile, ci spiega Sansonetti, anche se negli ultimi anni, mesi e giorni, tutti stanno cercando di convincerci di questo. Di fronte a parole di tanta saggezza, di coraggioso impegno civile, autenticamente e profondamente di sinistra, il nostro cuore di elettori da sempre schierati con la sinistra italiana ha traballato. A questa tesi però si contrappone il parere dell’eminente giurista Giuliano Pisapia, anch’egli di Rifondazione Comunista, che ha obiettato che sarebbe meglio la commutazione della pena da detenzione carceraria a detenzione domiciliare, come prevede l'articolo 87 della Costituzione. Pisapia, con gli occhi gonfi di commozione, ha spiegato che gli arresti domiciliari non metterebbero in discussione la sentenza di condanna in via definitiva della Cassazione ma risponderebbero alle esigenze di natura umanitaria. Immaginiamo già il miliardo di persone che nel mondo continua a morire di fame correre ad acquistare una Tv satellitare e seguire la puntata di Porta a Porta dove si incontrerebbero l’Avvocato Taormina, Guido Crepet, Giovanni Russo Spena, Piero Sansonetti e Giuliano Pisapia per discutere a lungo e con dovizia di particolari dell’argomento. Il titolo potrebbe essere “La Sinistra riparte da Cogne: Un colpo di genio o un colpo di Grazia?” Paolo Ferrero, l’auto reggente del partito di Rifondazione Comunista, potrebbe servire Rocher a tutti. Bruno Vespa potrebbe proporre Anna Maria Franzoni come nuovo segretario del partito, terzo incomodo tra lo stesso Paolo Ferrero e Nichi Vendola. E si potrebbe aprire un bel dibattito, nelle sezioni, nella piazze, nelle fabbriche, nelle strade. Grazia o Arresti domiciliari? Un dibattito di sinistra, ma anche oltre la sinistra. Un dibattito sul delitto di Cogne, sull’umanità dolente e perduta che giace nelle carceri senza colpe accertate e senza diritti. Un dibattito sulla pietà. Quella che nessuno ha per il piccolo Samuele, e per la sua vita spezzata dopo soli 6 anni di vita. Ma Sansonetti e Russo Spena dovrebbero saperlo, che Pietà l’è morta. Da elettori di sinistra cominciamo ad avere qualche speranza. La sinistra che ha smarrito la sua missione e i suoi ideali, finalmente riparte. E dalle sue ceneri i Sansonsetti, i Russo Spena, i Pisapia e chi più ne ha e più ne metta, ricostruiranno il mondo nuovo, riaprendoci alla speranza per l’ideale di un futuro diverso. E Bandiera rossa la trionferà!
Buon tutto!


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giovedì, 22 maggio 2008, ore 08:09
scarabocchiato da Comicomix in pensieri, italia, riflessioni, ambiente, giustizia, umorismo, attualità


L’ambiente in cui viviamo è in grave pericolo: se ne parla spesso, nei giornali, in tv, per le strade. E’ l’argomento principale delle conversazioni che si svolgono nei tram, dal barbiere, al bar, non è vero? Ma non si parla spesso di quei pochi eroi che dedicano, con grande dedizione e spirito di sacrifico, le loro vita e le loro preoccupazioni alla causa dell’ambiente, alla salvaguardia della natura, del bello, del mondo in cui viviamo. Uno di questi è Jacopo Bondi Santi, il produttore del Brunello di Montalcino. E di questo, non possiamo che ringraziarlo. Ma è anche il proprietario di una tenuta di 500 ettari a Scansano, una località in provincia di Grosseto, con annesso castello di Montepò. Luoghi stupendi, incontaminati, che l’eroico Bondi Santi ha deciso di mettere a disposizione (ovviamente, dietro compenso) dell’umanità. Ma la fruizione di quei luoghi è seriamente minacciata dai nemici della natura: la Regione Toscana e il Comune di Scansano, che nella primavera del 2007 hanno inaugurato proprio in quell’area il Parco Eolico di Scansano. Un’area che, dopo aver impiantato 10 pale eoliche, produce energia per 40 mila persone, toglie dal cielo 27 mila tonnellate all’anno di anidride carbonica e aiuta l’Italia ad alleggerire la maxi multa che ci pioverà addosso per non aver rispettato gli impegni sottoscritti nel protocollo di Kyoto. Ma che inquina irrimediabilmente l’ambiente circostante. In modo subdolo, perverso. Devastante. Per fortuna, Jacopo Bondi Santi se ne è accorto: la centrale eolica altera la canalizzazione del vento, e modifica il microclima dei suoi vitigni. C’è un crimine peggiore che rovinare il Brunello di Montalcino? Per Bacco! Sì che c’è. Bondi Santi chiede i danni al Comune e alla Regione perché l’impianto è troppo vicino al suo castello, oh che bello oh che bello marcondino ndirondello. E il Castello si deprezza: quando lo ha comprato, le pale non c’erano! E l’attività promozionale, è diventata difficilissima. Ci andreste voi a godere dello splendido panorama, pagando al generoso Bondi Santi il giusto (e immaginiamo salato, non c’è un listino prezzi ma solo un form di richiesta) prezzo sapendo che una pala eolice incombe sulle vostre teste, a meno di un chilometro? A nulla valgono le scuse accampate dai criminali, il Sindaco di Scansano in testa, che afferma che l’impianto, costruito dalla Gamesa è stato creato in un luogo dove c’erano già i tralicci dell’Enel. Ma non c’è paragone. Vuoi mettere l’estetica di un traliccio dell’alta tensione? Vuoi mettere la sensazione di pericolo che ti trasmette la vista di una pala che gira? Via, smantellate tutto! Anche perché, il nostro eroe ha una sua soluzione per il problema energetico: semplice, sicura, affidabile e immediata. Fotovoltaico, eolico, efficienza energetica, consumo intelligente? Ma vogliamo scherzare? Bondi Santi è all’avanguardia: ha detto che per risolvere il problema dell’energia, c’è il nucleare! Bravo Bondi Santi, siamo tutti con te! Un bel brindisi con un buon Brunello! Naturalmente a nostre spese, non vogliamo gravare sulle tue già minacciate finanze! Brindiamo perché la giustizia italiana non è insensibile al tema ambientale: l’eroico Bondi Santi è stato premiato. Il TAR toscano infatti, nel giugno del 2007, ha bloccato gli impianti accogliendo il ricorso del paladino dell’ambiente e del bello. La giustizia funziona! Ma si sa, i cattivi sono tenaci. E Regione e Comune, con l’appoggio di Lega ambiente, una nota organizzazione criminale che ha come unico scopo la distruzione della natura, si sono appellati al Consiglio di Stato. Così il parco è appeso alla sua sentenza. Sentenza che era attesa per il 13 maggio ma di cui si sono perse le tracce. Nel sito del Consiglio di Stato, infatti, non c’è verso di trovarla. E non c’è traccia neppure nel sito di Legaambiente o del Comune di Scansano. Forse, per evidenti ragioni di sicurezza nazionale, i servizi segreti hanno deciso di secretarla. Peccato, perché avremmo voluto festeggiare l’eroe del Montalcino, il difensore della natura (e del suo portafoglio), il nostro Jacopo Bondi Santi, offrendogli del buon Barolo o del Rosso d’Orvieto. Invece, ancora non possiamo. Siamo in ansia. Le indiscrezioni dicono che dovrebbe avercela fatta. Che Giustizia la trionferà. Ma non si sa mai...i criminali che vogliono difendere l’energia pulita hanno mille risorse, potrebbero truccare le carte, e distruggere così la bellezza e la grazia del grossetano. Noi purtroppo per due giorni siamo fuori. Se qualcuno, durante questa breve assenza, riesce a farci sapere che è successo, anche magari grazie a un messaggio portato dal vento di una pala eolica, gliene saremo eternamente grati.
Buon tutto!


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lunedì, 19 maggio 2008, ore 08:24
scarabocchiato da Comicomix in italia, politica, vita, umorismo, attualità


Flavia Veltroni,  la moglie del principale esponente dello schieramento avversaro a quello che ha vinto le elezioni, è molto preoccupata per il suo compagno (oh pardon, per l’uomo che vive in casa con lei dopo averla sposata): Walter Veltroni è stato infatti colto da una strana malattia. Dalla sera del 14 aprile, subito dopo aver telefonato al vincitore delle elezioni, Silvio Berlusconi, Walter si è sdraiato sul divano, ha guardato la sua bella famiglia, e serenamente, pacatamente, si è addormentato. La signora Flavia dice che ormai è l’ombra dell’uomo che lei aveva sposato: riposa dolcemente e qualsiasi tentativo di svegliarlo è stato inutile. Ci ha provato Pierluigi Bersani, accusandolo di fare del Pd il partito di Bibì e Bibò, poi ci ha provato Romano Prodi, ringraziandolo a più riprese del convinto sostegno che Veltroni gli ha dato durante i 24 mesi del suo governo, ma anche delle belle parole che Walter ha detto, durante la campagna elettorale, parlando dell’azione e dell’impegno di Prodi praticamente in tutti i comizi e in tutte le interviste. Ma Walter non ha reagito, ha seguitato a dormire, serenamente e pacatamente: all’ombra dell’ultimo sole s’era assopito l’oppositore. Commossi dal dramma umano del loro collega, anche gli esponenti dello schieramento avversario sono corsi al suo capezzale, provando a rianimarlo. Ha iniziato Umberto Bossi con le battute sui 300 mila fucili del bergamasco. Niente da fare, anzi: Walter ha iniziato anche a russare, e qualche vicino di casa si è persino lamentato. Di certo un elettore della sinistra arcobaleno! Marco Travaglio per scuoterlo ha persino fatto finta di accusare Renato Schifani di sospette frequentazioni con esponenti della Mafia. Walter si è girato, dando l’illusione che qualcosa stesse succedendo. Ma ha solo cambiato posizione. Giulio Tremonti ha iniziato - con una certa riluttanza - a sparare corbellerie su ICI, detassazione degli straordinari e assenze di Tesoretti. Ma le sue dichiarazioni sono state peggio di una ninna nanna: di un segno di vita di Veltroni, neanche l'ombra. Hanno pure provato a fargli un grave sgarbo istituzionale, con la nomina di uno dei politici più geniali d’Italia, Antonio Tajani a Commissario europeo, anziché un esponente dell’opposizione, come vorrebbe la prassi. Niente da fare. I tentativi si sono fatti disperati. Al capezzale di Walter hanno portato anche il suo grande amico Massimo D’Alema, confidando nel fatto che era stato colpito dalla stessa sindrome nel 1997, quando Berlusconi lo aveva invitato per un incontro galante in un incantevole appartamento a due stanze, la famosa bicamerale. Massimo ha provato a svegliarlo cantandogli la canzone che Walter non riesce a sopportare, Bandiera Rossa. Uno sforzo davvero sovrumano, per D'Alema. Ma Veltroni non ha apprezzato: ha fatto il gesto dell’ombrello e a continuato a ronfare, serenamente e pacatamente. Allora, mentre sull’Italia calavano le prime ombre della sera, è stata tentata l’ultima disperata carta. Vincendo la sua proverbiale mitezza e bontà d’animo Roberto Maroni ha proposto una serie di misure contro l’immigrazione di stampo razzista e xenofobo, contrarie agli Accordi di Shengen, alla Convenzione di Ginevra, alla Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo. E soprattutto alla favola di Cenerentola. Walter a quel punto si è mosso, dando un timido accenno di vita. Tutti hanno pensato che finalmente si svegliasse. Invece, Veltroni ha iniziato a battere le mani, senza neanche smettere di russare, serenamente e pacatamente. A quel punto, Flavia, disperata, ha chiamato il presidente del Consiglio, che a Walter è molto affezionato. Silvio Berlusconi si è presentato vestito d’azzurro, bello come un principe, e al grido di Forza Italia si è chinato, sussurrando qualcosa all’orecchio del bel addormentato. Alcuni hanno capito le parole “spartizione della Rai”, altri “legge elettorale con sbarramento”, altri ancora “grazie per tutto quello che hai fatto per me”. Dopo qualche secondo, Silvio ha persino sfiorato le guance di Walter, con un timido bacio. Veltroni ha aperto gli occhi, si è guardato intorno, ha sorriso e ha sussurrato: “Si può fare”. E serenamente, pacatamente, si è rimesso a dormire.
Buon tutto!


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venerdì, 16 maggio 2008, ore 08:18
scarabocchiato da Comicomix in pensieri, italia, politica, riflessioni, vita, fumetti, umorismo, attualità


L’Italia è un paese complicato. Per rimediare a questo vizio nazionale, nel nuovo governo è stato istituito il Ministero per la semplificazione, affidato al genio indiscusso della politica italiana, Roberto Calderoli. Ma l’impresa è ardua anche per un uomo della sua abilità. Per questo è stato affiancato da un uomo di grande intelligenza, con una fantastica carriera alle spalle. Direttamente dal paese dei balocchi, quale sottosegretario alla semplificazione è stato nominato il famossimo fondatore dell’Associazione italiana amministratori di condomini, parlamentare della Lega Nord dal 1992.  L’uomo giusto al posto giusto! Il suo nome è, appunto, Maurizio Balocchi, che della Lega è stato il segretario amministrativo, quello che amministra i soldi. Che in quest’incarico ha lavorato duramente, al grido di “Basta con gli sprechi!”. Un uomo che unisce alla fermezza una grande capacità di farsi apprezzare. E’ amatissimo da tutti i suoi colleghi, di destra, di centro e di sinistra. E’ l’artefice della Legge 157/99 “Nuove norme per il rimborso delle spese elettorali”, quella che assegna a tutti i partiti un miliardo di euro ogni 5 anni, anche in caso di elezioni anticipate, anche se non si sono avuti voti per entrare in parlamento. Dicono che quando esce dal paese dei balocchi e passeggia per i corridoi del parlamento, stuoli di deputati e senatori lo abbracciano, lo baciano, gli offrono il caffè. E pure quando esce, per strada, tutti i trombati delle ultime elezioni lo avvicinano e lo ringraziano, si commuovono e gli tirano i fiori. Semplice no? Ma Maurizio, nel paese dei balocchi, è abituato a giocare. Sembra che abbia sempre avuto questo vizio, da quando era  amministratore unico e azionista di maggioranza della Bingonet, una società per la gestione di sale giochi che dicono  fallì, nonostante il prestito avuto dalla banca della Lega nord, la “Credieuronord”, banca di cui – sempre per semplificare – lo stesso Balocchi era consigliere d'amministrazione. Pare che non fu semplice tranquillizzare i soci, tanti piccoli risparmiatori leghisti rovinati, quando intentarono un’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori e dei direttori generali per il risarcimento dei danni. Ma sembra che la specialità del nostro Maurizio sia lo scambio di mogli, un semplice e simpatico giochino che ha fatto con un suo amico e collega di partito Edouard Ballaman. Nel 2001, durante l’ondata liberale e liberista che, al grido di “Roma Ladrona”, avrebbe dovuto semplificare il vecchio sistema clientelare, il neosottosegretario agli Interni Maurizio nel paese dei Balocchi ha assunto come collaboratrice Tiziana Vivian, la moglie di Ballaman. Per una semplice coincidenza, contemporaneamente, l’allora neoquestore della Camera Edouard Ballaman arruolò nel suo ufficio a Montecitorio la signora Laura Pace, la compagna di Balocchi. Tutto a spese di cchi? Se ci si pensa, è semplice, no? Nel paese dei Balocchi il nostro Maurizio pare abbia imparato la semplice arte della speculazione immobiliare. Si parla di una fatta a Punta Salvore, in Istria, che vide come investitori nella “Ceit srl” molti esponenti della Lega Nord, compresa la moglie di Umberto Bossi. Una geniale e semplicissima operazione, che finì semplicemente con la sparizione di 2 miliardi e il fallimento della società. Il magistrato Paolo Luca – sicuramente, una toga rossa - contestò all'intero consiglio di amministrazione un complicatissimo reato, la bancarotta fraudolenta e il falso. Ma il nostro Balocchi, instancabile, non se ne è curato, e a ha continuato a rendersi protagonista di tanti altri semplici episodi come questi, che Gianantonio Stella ha documentato in un suo articolo. E chissà adesso cosa s’inventerà, per semplificarci ancora di più la vita, il sottosegretario Maurizio Balocchi.Starà di certo studiando qualcosa, laggiù nel paese dei Balocchi dove si era rifugiato, assieme ai suoi amici, Lucignolo e Pinocchio. Qualcosa di bello,di grande. Una semplificazione totale. Lasciamolo in pace, lasciamolo lavorare, lasciamolo semplificare. Non ce ne pentiremo.
Buon tutto!

Cari 36 piccoli lettori dello Scarabocchio. Non ci crederete ma domani sabato 17 maggio su Comicomix dopo un po’ di vacanza, trovate un nuovo episodio della nostra serie a fumetti, 20 – un generazione tutta da ridere. Si intitola Decisone critica.  Se vi va, naturalmente...


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