

Che Governo serio ed affidabile c’è oggi in Italia! Che bravi i nostri governanti! Pensano sempre a noi, al nostro benessere, alla nostra salute. Mica come quelli di prima, che pensavano solo a come studiare nuove tasse per darci dei dispiaceri. Questi le tasse le tagliano, anche se non se ne accorge nessuno, neppure loro. Perché loro non pensano a fare gli annunci, ma operano in silenzio. E su un altro fronte operano, silenziosamente ma alacremente. Un fronte fondamentale. La salute. Eh sì, perché su tutto si può discutere, ma la salute innanzi tutto. Non si dice così? E sulla salute, il nuovo Governo ha le idee molto chiare. Prima ha strappato il Patto per
. Cose di cui usufruiscono solo i ricchi sfondati. E si sa, questo è un Governo che pensa al popolo, ai poveri, mica a i banchieri, come il precedente Governo Prodi. Tra i Lea revocati c’è anche il Parto indolore. D’altronde, non si dice: Partorirai con dolore? Ma che pretendete? E poi, la revoca è dovuta, ha detto il Governo. Mancavano gli 800 milioni di copertura finanziaria. Quelli che si sono trovati per permettere ad amici e parenti di avere l’Alitalia in regalo, ad esempio. Ma mica si può accontentare tutti! Stanno comunque lavorando per rielencare le cure sulla base delle risorse a disposizione. Insomma stanno continuando a lavorare per noi. Meno male. E’ bello sapere che c’è un Robin Hood che ci governa, che pensa sempre ai poveri e studia ogni giorno provvedimenti come questi, per stangare tutti i ricconi che si annidano tra i malati di Alzheimer, e soprattutto contro queste donne di oggi, che pretendono di avere gratis l’assistenza contro il cancro dell’utero. O, peggio, che pretendono di partorire senza soffrire nemmeno un po’! Scostumate! E poi, di che si lamentano? Questo è un Governo delle libertà, mica proibisce a nessuno di continuare a vaccinarsi, o di ricorrere all’epidurale. Solo, giustamente, bisognerà pagarsela. Il lusso si paga, nella Foresta di Sherwood. Altrimenti arriva Robin Hood- Giulio Tremonti. Che deve stare attento, però..Nei giorni di sole, sotto la calzamaglia, si vede scintillare una stella. Quello dello Sceriffo di Nottingham.
Buon tutto!

Ci sono giorni in cui l’estate ti regala serate fresche e ventose. E così, seduto nel giardino di casa tua, lasci che il vento e un buon bicchiere di vino cullino i tuoi pensieri. In questi momenti sul limitare del sonno la mente vola verso ricordi e pensieri senza meta. E mi è venuto in mente mio nonno Latino. Lui era un ragazzo del ’99, uno di quelli che da tanti paesi (Siciliani, Calabresi, Lombardi, Toscani, Friulani) a 18 anni ha combattuto nella grande guerra del 15-18. Lui era lassù, a Vittorio Veneto, nel 1918, con lo sguardo smarrito alla ricerca del suo amore lontano, mandato sui monti a combattere, forse senza sapere bene perché. Mi ricordo che nel suo cuore di ragazzo smarrito c’era il pensiero di Venezia, che era lì, a pochi chilometri.
Buon tutto!

Doveva accadere. Ed è accaduto. Davanti a un risottino, al chiaro di luna, Silvio e Umberto si sono incontrati. Silvio aveva appena finito di parlare all’Hotel Duke, ai Parioli, davanti ad altissimi esponenti del Popolo della Libertà: in prima fila c’era Brunetta, subito dietro una delle eminenze grigie della politica italiana, Iva Zanicchi, di fianco un autentico genio della politica, Elisabetta Gardini. Di fronte a una così qualificata platea, Berlusconi si è scatenato. Un discorso di altissimo profilo istituzionale, da statista. Parole forti, che vanno dritte al cuore. Parole che centrano il cuore del problema dei problemi che attanaglia milioni di italiani.
Buon tutto!

E’ una notte stellata sul lago. Lecco dorme, sotto una coltre di calore umido. C’è una finestra illuminata nella notte. La finestra di una clinica. Un uomo guarda la strada dalla finestra. Ripensa al freddo di una notte di gennaio di tanti anni fa. Uno schianto terribile, una vita spezzata. La corsa all’ospedale. Un gravissimo trauma cranico, la frattura della seconda vertebra cervicale, la condanna quasi sicura alla paralisi totale. Ore, giorni, settimane, sospese tra paura e speranza. Poi dopo qualche mese, la rassegnazione. Da allora, gli occhi di quella ragazza, sua figlia Eluana, si aprono e si chiudono, seguendo il ritmo del giorno e della notte, ma non possono più vedere. Eluana, le tue labbra sono scosse da un tremore continuo, braccia e gambe sono sempre tese in uno spasimo. Una cannula dal naso ti porta il nutrimento allo stomaco. Ogni mattina gli infermieri ti lavano il viso e il corpo con delle spugnature. Ti fanno un clistere per liberarti l'intestino. Ogni due ore ti girano nel letto, e una volta al giorno ti mettono su una sedia con schienale ribaltabile, stando attenti a non farti cadere in avanti. Poi di nuovo a letto. E ogni giorno scivola via, così. Da quella notte fredda di gennaio del 1992, un giorno dopo l’altro, questa è la tua vita. Una vita che non è vita, e scorre silenziosa in quella stanza d’ospedale. E passano le stagioni, le piogge sottili dell’autunno, le brume del lago, le notti di luna in cui ragazzi e ragazze fanno l’amore felici guardando il cielo. Anche il mio tempo è corso via veloce: ho conosciuto il riso e il pianto, la gioia e la disperazione. E’ il gioco di quella strana avventura senza tempo che chiamiamo vita: emozioni, visi, e pensieri. Odori e rumori tutto intorno, mentre il tuo corpo invecchia in silenzio. Tutto che passa in un lampo, come il sorriso di un bambino. E il mio pensiero va ai tuoi giorni felici di ragazza, alle tue corse, ai tuoi amori spezzati, alle gioie e ai piccoli dolori quotidiani che riempiono di vita la nostra vita. Non lo so se in qualche modo riesci ancora a sorridere dietro quello sguardo vuoto che fa piangere chi ti ama. E non so neppure se dietro le stelle c’è qualcuno che in silenzio guarda quaggiù verso questo schizzo di terra. Non so se ci sia un senso a questo correre, soffrire, amare, o se siamo davvero solo punti sperduti in un granello di sabbia che giocano a mosca cieca nel cuore dell’universo, girotondi senza senso e senza pace. Non lo so: non so questo e non so molto altro. La vita è proprio una strana avventura, una corsa malinconica a perdifiato in mezzo a momenti di piccola allegria, un cammino stranito intorno a gente che un po'ti ama, un po' ti odia, un po' non ti rivolge neppure uno sguardo. In fondo, non so bene cosa sia. Ma penso che la vita non sia solo questo cuore che batte nella notte, e neppure un viso immemore segnato dalle carezze del vento. E se qualcuno un giorno deciderà di spegnere i tuoi occhi già spenti, chiudendo i tuoi giorni senza ricordi e senza futuro, io ci sarò. Sarò accanto a quell'uomo, lì, con te. E quando tutto sarà finito, ti lascerò solo un piccolo, semplice, sorriso. Sospeso in una lacrima, resterò lì in silenzio, e ti accarezzerò le guance finalmente disetese. E non so perché, ma sono sicuro che, mentre quell’uomo che ora guarda dalla finestra lassù soffocando i singhiozzi spegnerà per l'utlima volta la luce della tua camera, scorgerò in quegli occhi muti il tuo sorriso di ragazza, sperduto in una notte fredda di gennaio di tanti anni fa. E so che sarà una bella mattina, il sole accarezzerà il tuo lago e il tuo viso sereno. Come adesso, in mezzo ai monti lontani.
Buon tutto!
Ad Eluana Englaro, con amore umano

Oggi è giorno di lodi. No, non la ridente cittadina vicino a Milano, dove si va a piedi ad incontrare la bella Gigogin. Lodi nel senso di elogi. Elogi che si ascoltano in una nuova intercettazione. Che riguarda, inutile dirlo, Silvio Berlusconi, il presidente del Consiglio. Un uomo buono e generoso, sempre ingiustamente aggredito da tanti invidiosi. Certo, anche lui ha – come tutti, in fondo (molto in fondo) è pur sempre un essere umano - un piccolo vizio, anzi un vizietto. No, non QUEL vizietto a cui avete subito pensato. E’ un altro, altrettanto gradevole: Silvio Berlusconi compone poesie e poi le canta. Lo fa in ogni occasione. Per strada, in auto, durante i vertici con i grandi della terra. Canta sempre, è quasi una mania. Non canta però davanti ai Giudici, perché quelle toghe gli fanno perdere il buonumore e perché glielo ha suggerito il suo avvocato. Ma, in tutti gli altri casi canta, eccome se canta! E telefona a Confalonieri, a Saccà, a Galliani, e declamando e canticchiando le sue poesie. E ne ha composta una, che è l’oggetto dell’intercettazione. Commovente e dolcissima: una lode dedicata a uno dei suoi ministri. Che, secondo sondaggi riservatissimi, avrebbero tutti un livello di fiducia del 2500 per cento. Gli danno tutti grandi soddisfazioni. Per questo è così felice. Ma uno, più di tutti, ha colpito il suo cuore. Ed è per questo Ministro ha composto questa lode. Non siate maliziosi: non è una lode dedicata alla Ministro Carfagna o alla Ministro Gelmini, per ringraziarle della loro brillante azione politica, svolta con grande perizia e passione nell’incarico al quale Silvio le ha destinate. E non è neppure un ringraziamento per lo stupendo lavoro che sta facendo il Ministro dell’Economia Tremonti, quello che ha presentato una nuova tassa, da lui chiamata Robin Hood Tax mentre tutto il mondo l’ha ribattezzata
Buon tutto!