
Il mondo è pieno di disfattisti, non c’è niente da fare. Gente che sparge ansia, panico, sfiducia e pessimismo. Siamo nel pieno di una crisi finanziaria ed economica tra le peggiori che si ricordino, una svolta epocale, forse una vera e propria rottura del sentiero dello sviluppo. Proprio in questi momenti, c’è bisogno di allegria, di ottimismo. E invece, proprio in questi momenti, il WWF pubblica il Living Planet Report, un documento che ogni due anni fornisce informazioni sullo stato di salute dei sistemi naturali del pianeta Terra, gli effetti causati dall’intervento antropico su di essi, e contiene anche il Living Planet Index (“indice del pianeta vivente”). Questa edizione del Rapporto parla di mondo in “Recessione ecologica”: dal
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Se siete stressati dal logorio della vita moderna e volete concedervi un meritato relax, non dovete raggiungere mete esotiche, costose e lontane per garantirvi il giusto riposo, possibilmente lungo, magari addirittura eterno. Basta andare allo stabilimento dell’Ilva di Taranto. Non è uno stabilimento balneare, non vi aspetta la solita vacanza noiosa sotto l’ombrellone. La vacanza sarà magnifica, nuova, divertente. All’Ilva, infatti, si trova, secondo il registro Ines-Eper, l’inventario nazionale emissioni e loro sorgenti, gran parte della diossina che viene prodotta in Italia: circa
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Lo sport è bellissimo: il gusto della sfida, di superare i propri limiti, della vittoria conquistata con fatica e onestà. E tra tutti gli sport, il più bello di tutti: il calcio. Un gioco pulito, bello. Pieno di poesia, di nobiltà. A renderlo ancora più emozionante ci pensano i grandi uomini: giocatori, presidenti, allenatori. Tra tutti gli allenatori, il più bravo di tutti è il Commissario Tecnico della nazionale italiana: Marcello Lippi. Un allenatore invincibile e un uomo tutto d’un pezzo. Che non ha paura di nulla. Un po’ distratto, a volte. Ad esempio, si è dimenticato di lodare come meritavano quei magnifici gruppi di tifosi che a Sofia hanno onorato l’Italia e la nazionale. Per fortuna ci hanno pensato, poche ore dopo gli incidenti, i giocatori, che in un coro unanime hanno detto: “Basta con la violenza”. Bravi ragazzi: quei tifosi violenti sono gentaglia che con lo sport non ha nulla a che vedere. Infatti i calciatori hanno gridato anche: “Stop al legame calcio e politica!”. Giusto. La politica con il calcio non c’entra nulla. Infatti, quei giocatori che hanno messo come suoneria del telefonino Faccetta nera lo hanno fatto solo perché è un bel motivetto degli anni ’30. E Lippi, dopo aver compreso cos’era successo, ha preso subito una coraggiosa posizione. Il regista Moni Ovadia lo ha contattato e gli ha chiesto di interpretare dei passi sulla Shoah, contro nazismo e razzismo per un dvd da distribuire in tutte le scuole. E Marcello Lippi, allenatore invincibile e uomo tutto di un pezzo, non si è fatto pregare: e ha deciso di scendere in campo in favore di questa causa. Lippi avrebbe fatto da testimonial, assieme a Jovanotti, Antonio Albanese e Nicoletta Braschi. Poi però facendo una rapida ricerca, forse su internet o forse sentendo gli amici al bar, Lippi ha saputo cos’è la Shoah: in lingua ebraica significa "distruzione". O stermino. E si è informato meglio. E ha scoperto che questo sterminio fu compiuto dai nazisti, con la collaborazione dei fascisti. E ha pensato subito alla regola aurea, alle sagge parole dei suoi ragazzi: il calcio non deve essere mischiato alla politica. Poverino, non aveva capito. Lui è ovviamente contrario a qualsiasi forma di discriminazione per pelle, razza, religione o altro. Ma non voleva parlare contro nazismo o fascismo, perché in quarant'anni di calcio non ha mai preso posizione politicamente. Lui, uomo tutto d'un pezzo, non si presta a certi giochetti e politica non ne fa. Come non la fanno di certo quei bravi ragazzi di Sofia, o di tanti stadi italiani, con i loro cori, striscioni e bandiere. Loro sono ragazzi che pensano solo allo sport, e non si schierano. Perché schierarsi contro il nazismo e il fascismo significherebbe fare politica. E la politica e lo sport non devono mischiarsi. E poi, ammettiamolo, è difficile scegliere da che parte stare: con le vittime della Shoah, o con i nazisti e i fascisti. Meno male che Lippi, uomo avveduto e tutto di un pezzo, non è cascato nel tranello del regista Moni Ovadia, che ha pure scoperto essere di religione ebraica. Meglio non confondersi con certa gente, e seguitare a stare negli spogliatoi, assieme a quei calciatori che non fanno politica, e sentir trillare quella allegra suoneria del telefonino, con quel bel motivetto degli anni ’30.
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L'Autorità per le Comunicazioni ha fatto una scoperta quasi sensazionale, che – grazie ai potentissimi mezzi in nostro possesso e alle nostre altolocate amicizie con il tabaccaio di Ferro di Cavallo, siamo in grado di rivelarvi in esclusiva mondiale: il governo domina la scena nell'informazione dei nostri telegiornali. Confessiamo che la notizia ci ha un po’sconvolto: noi non ce ne eravamo accorti! E, un po’ increduli, abbiamo voluto verificare. Effettivamente, almeno in apparenza, i numeri sembrano mostrare una prevalenza – ma leggera leggera - del governo e della maggioranza nei tg della Rai: a governo e maggioranza il 58% del tempo, all’opposizione il 30% e il resto alle cariche istituzionali. Ma non è mica tanto, in fondo! I solerti funzionari dell’Authority hanno fatto anche un’altra incredibile scoperta: il predominio del governo è più evidente nei notiziari Mediaset, quella società televisiva di cui sono proprietari un noto magnate dell’informazione, un famoso impresario televisivo e un illustre presidente di una squadra di calcio. Va detto che questa prevalenza non è poi così rilevante: all’opposizione viene concesso addirittura il 16,8% dello spazio: in fondo, che cosa si pretende? E comunque, diciamolo: non se n’era accorto nessuno. Sarà che è così piacevole sentire le dichiarazioni posate di Cicchitto, le esternazioni bipartisan di Italo Bocchino, le frasi acute di Tremonti e
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