venerdì, 31 ottobre 2008, ore 12:08
scarabocchiato da Comicomix in pensieri, riflessioni, ambiente, vita, umorismo, attualità


Il mondo è pieno di disfattisti, non c’è niente da fare. Gente che sparge ansia, panico, sfiducia e pessimismo. Siamo nel pieno di una crisi finanziaria ed economica tra le peggiori che si ricordino, una svolta epocale, forse una vera e propria rottura del sentiero dello sviluppo. Proprio in questi momenti, c’è bisogno di allegria, di ottimismo. E invece, proprio in questi momenti, il WWF pubblica il Living Planet Report, un documento che ogni due anni fornisce informazioni sullo stato di salute dei sistemi naturali del pianeta Terra, gli effetti causati dall’intervento antropico su di essi, e contiene anche il Living Planet Index (“indice del pianeta vivente”). Questa edizione del Rapporto parla di mondo in “Recessione ecologica”: dal 1970 a oggi si è perso il 30% di biodiversità. E l'umanità consuma un terzo in più di quanto questo possa la terra sia in grado di sostenere. Se va avanti così, dicono quei disfattisti del WWF, saranno guai seri, e la recente flessione dell'economia mondiale sembrerà un banale raffreddore, se confrontata con la difficile situazione di credito ecologico che si profila all'orizzonte. Secondo il WWF, se le cose continuassero con questo ritmo, nel 2035 ci servirà un altro pianeta tutto intero per mantenere gli stessi stili di vita. Davvero c’è gente che si attacca a tutto pur di polemizzare: ma dov’è il problema? Se davvero nel 2035 servisse un'altra terra, e che ci vuole? Basterà comprarsela. Per quell’epoca, infatti, la brutta recessione sarà solo un ricordo, gli hedge fund saranno tornati al rendimento del 100%, il mercato dei titoli derivati sarà rifiorito, ci saranno abbastanza soldi per comprarsi una bella terra nuova di zecca: ultimo modello, tutta accessoriata: con fiumi, laghi, mari, montagne e cieli. Senza inquinamento, senza desertificazione. Senza problemi, insomma. Certo, forse costerà un po’ cara, ma non importa: con un po’ di fantasia e di ottimismo tutto si può fare. Se proprio non ci fossero i soldi sufficienti, basterà chiedere un prestito ad una banca, che dopo aver concesso il credito farà una bella cartolarizzazione, garantendosi dal rischio con un bello swap, e tutto sarà risolto. E ognuno si potrà comprare la sua bella fonte di acqua pulita, il suo bel bosco con scoiattoli e passerotti, il suo mare limpido pieno di pesci, il suo pezzo di cielo senza fumi e veleni. Basta solo un po’ di spirito d’iniziativa e voglia di lavorare. Però, un  problema, piccolissimo, c’è. Qualcuno dovrà decidersi di smetterla di fare il disfattista, rimboccarsi le maniche, metter su una bella fabbrica,  e cominciare a produrre questo secondo pianeta, questa terra di riserva. Dicono che uno ci ha messo 7 giorni, tanto tempo fa, ma quello era un padreterno. A un imprenditore, anche se pieno di entusiasmo e di ottimismo, magari serve più tempo. Meglio preparasi, e in fretta. Clienti non gliene mancheranno di sicuro. E comunque nell’attesa, per sicurezza, è meglio tenersi cara la vecchia Terra, anche con i suoi acciacchi. Non tutte le ciambelle riescono con il buco, e non è detto che la copia riesca bene come l’originale.

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mercoledì, 29 ottobre 2008, ore 14:00
scarabocchiato da Comicomix in italia, ambiente, vacanze, economia, umorismo, ilva


Se siete stressati dal logorio della vita moderna e volete concedervi un meritato relax, non dovete raggiungere mete esotiche, costose e lontane per garantirvi il giusto riposo, possibilmente lungo, magari addirittura eterno. Basta andare allo stabilimento dell’Ilva di Taranto.  Non è uno stabilimento balneare, non vi aspetta la solita vacanza noiosa sotto l’ombrellone. La vacanza sarà magnifica, nuova, divertente. All’Ilva, infatti, si trova, secondo il registro Ines-Eper,  l’inventario nazionale emissioni e loro sorgenti, gran parte della diossina che viene prodotta in Italia: circa 100 grammi l’anno, l’80% del totale prodotto in Italia, circa il 9% dell’intera produzione europea. I benefici effetti della diossina sulla salute sono noti a tutti: chi non si ricorda la fantastica avventura degli abitanti di Seveso? E i benefici effetti si vedono: mentre in provincia di Taranto le incidenze tumorali sono di 370 nuove diagnosi all’anno ogni 100 mila persone, nei quartieri adiacenti all’Ilva l’incidenza sale a 496 persone ogni 100 mila. E mentre a livello nazionale si registra una diminuzione dell'incidenza tumorale, a Taranto invece i dati del 1971, 1981, 1991 e 1998 registrano al contrario una crescita costante. E le mamme tarantine allattano amorevolmente i loro piccoli, con del latte arricchito di tanta buona diossina. Se non siete convinti, e temete che la vacanza non vi conduca al lungo, lunghissimo riposo a cui aspirate, uno studio dell’Università di Bari e dell’ARPA pugliese  ha evidenziato che le concentrazioni di una sostanza, il benzoapirene, uno dei più noti agenti cancerogeni, è a Taranto più alta di Hong Kong, Taiwan, Los Angeles e Huston. Chi ve lo fa fare di andare tanto lontano, quindi? Per onestà, vi dobbiamo dire che il Ministero dell’Ambiente ha contestato i dati dell’Università di Bari. Ha detto, con una lettera spedita il 7 agosto 2008, che le campagne effettuate nel 2005 e nel 2006 non erano a norma con quanto previsto da una legge del 2007! Giusto, vero? Meno male che il Ministero dell’Ambiente pullula di uomini e donne così precisi ed attenti alla nostra salute! Peccato che però ci sono anche uomini cattivi che si mettono in mezzo, e vogliono privarci di queste vacanze salutari e riposanti. Nichi Vendola, il Presidente della regione Puglia, si è messo di traverso e sembra intenzionato a dare battaglia per la messa a norma dell’impianto. Maledetto comunista! Ma perché vuole privare la gente perbene di questa meritata vacanza premio, inventandosi che il proprietario dell’ILVA, Emilio Riva, è uno dei principali esponenti della cordata di generosi patrioti che ha salvato Alitalia, e che per questo il Governo è disposto a concedergli un trattamento di favore. Dubitare del Governo è la cosa più brutta che il presidente Vendola potesse fare. Non ce l’aspettavamo. Anche se va detto che lo stesso Emilio Riva si è lamentato dicendo che sono dei mesi che aspetta dalla bella brava e buona ministro Prestigiacomo l’autorizzazione a installare gli impianti di depurazione. Tanto per non perdere tempo, la ministro all’Ambiente Stefania Prestigiacomo, brava, bella e intelligente ha improvvisamente sostituito i membri del nucleo di coordinamento del Ministero che dovevano decidere se concedere o meno l’AIA, l’Autorizzazione Integrata Ambientale allo stabilimento. Questa decisione, che ha mandato su tutte le furie il presidente della Puglia, è stata fatta per il bene dei cittadini italiani e di Taranto, che potranno continuare a godere della presenza benefica di uno stabilimento unico al mondo: il limite fissato per l’emissione di diossina dall'Europa si aggira infatti sui 0,4 nanogrammi per metro cubo, mentre quello adottato in Italia è di 100 nanogrammi! Insomma, questo stabilimento deve proseguire nella sua benefica azione, è davvero il rimedio di tutti i mali della vita moderna. Se fosse ancora tra noi, ce lo avrebbe certamente copiato un certo Hitler, che se ne sarebbe servito come soluzione finale per la villeggiatura di quegli europei che mandava a riposare dalle parti di Auschwitz.

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lunedì, 27 ottobre 2008, ore 13:45
scarabocchiato da Comicomix in italia, lavoro, giustizia, attualità, giornalettismo


L’Italia è un paese solido, con istituzioni autorevoli, rette da uomini di tempra eccezionale. Uno dei migliori è Renato Schifani, presidente del Senato. Che lo dimostra in ogni occasione. Anche quando parla di morti sul lavoro. Renato Schifani è un uomo di grande dirittura morale, di ampie vedute: senza macchie nel suo passato, sereno, obiettivo, pacato. Un presidente del Senato che ci invidiano in tutto il mondo, persino in Arabia Saudita. Ha l’abitudine di dire parole sagge e di buon senso, ma anche ferme e senza giri di parole, con dichiarazioni che lasciano un segno indelebile nella memoria dei cittadini. Insomma, l’uomo giusto al posto giusto. Ma ha dato il meglio di sé, del suo spessore, del suo acume, del suo senso dello Stato e del suo buonsenso in un recente intervento a Cernobbio. Di fronte all’ennesima sciagura, Renato Schifani ha tuonato:  ....

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venerdì, 24 ottobre 2008, ore 09:42
scarabocchiato da Comicomix in riflessioni, sport, umorismo, razzismo, attualità


Lo sport è bellissimo: il gusto della sfida, di superare i propri limiti, della vittoria conquistata con fatica e onestà. E tra tutti gli sport, il più bello di tutti: il calcio. Un gioco pulito, bello. Pieno di poesia, di nobiltà. A renderlo ancora più emozionante ci pensano i grandi uomini: giocatori, presidenti, allenatori. Tra tutti gli allenatori, il più bravo di tutti è il Commissario Tecnico della nazionale italiana: Marcello Lippi. Un allenatore invincibile e un uomo tutto d’un pezzo. Che non ha paura di nulla. Un po’ distratto, a volte. Ad esempio, si è dimenticato di lodare come meritavano quei magnifici gruppi di tifosi che a Sofia hanno onorato l’Italia e la nazionale. Per fortuna ci hanno pensato, poche ore dopo gli incidenti, i giocatori, che in un coro unanime hanno detto: “Basta con la violenza”. Bravi ragazzi: quei tifosi violenti sono gentaglia che con lo sport non ha nulla a che vedere. Infatti i calciatori hanno gridato anche: “Stop al legame calcio e politica!”. Giusto. La politica con il calcio non c’entra nulla. Infatti, quei giocatori che hanno messo come suoneria del telefonino Faccetta nera lo hanno fatto solo perché è un bel motivetto degli anni ’30. E Lippi, dopo aver compreso cos’era successo, ha preso subito una coraggiosa posizione. Il regista Moni Ovadia lo ha contattato e gli ha chiesto di interpretare dei passi sulla Shoah, contro nazismo e razzismo per un dvd da distribuire in tutte le scuole. E Marcello Lippi,  allenatore invincibile e uomo tutto di un pezzo, non si è fatto pregare: e ha deciso di scendere in campo in favore di questa causa. Lippi avrebbe fatto da testimonial, assieme a Jovanotti, Antonio Albanese e Nicoletta Braschi. Poi però facendo una rapida ricerca, forse su internet o forse sentendo gli amici al bar, Lippi ha saputo cos’è la Shoah: in lingua ebraica significa "distruzione". O stermino. E si è informato meglio. E ha scoperto che questo sterminio fu compiuto dai nazisti, con la collaborazione dei fascisti. E ha pensato subito alla regola aurea, alle sagge parole dei suoi ragazzi: il calcio non deve essere mischiato alla politica. Poverino, non aveva capito. Lui è ovviamente contrario a qualsiasi forma di discriminazione per pelle, razza, religione o altro. Ma non voleva parlare contro nazismo o fascismo, perché in quarant'anni di calcio non ha mai preso posizione politicamente. Lui, uomo tutto d'un pezzo, non si presta a certi giochetti e politica non ne fa. Come non la fanno di certo quei bravi ragazzi di Sofia, o di tanti stadi italiani, con i loro cori, striscioni e bandiere. Loro sono ragazzi che pensano solo allo sport, e non si schierano. Perché schierarsi contro il nazismo e il fascismo significherebbe fare politica. E la politica e lo sport non devono mischiarsi. E poi, ammettiamolo, è difficile scegliere da che parte stare: con le vittime della Shoah, o con i nazisti e i fascisti. Meno male che Lippi, uomo avveduto e tutto di un pezzo, non è cascato nel tranello del regista Moni Ovadia, che ha pure scoperto essere di religione ebraica. Meglio non confondersi con certa gente, e seguitare a stare negli spogliatoi, assieme a quei calciatori che non fanno politica, e sentir trillare quella allegra suoneria del telefonino, con quel bel motivetto degli anni ’30.

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mercoledì, 22 ottobre 2008, ore 15:07
scarabocchiato da Comicomix in italia, vita, umorismo, attualità, telegiornali


L'Autorità per le Comunicazioni ha fatto una scoperta quasi sensazionale, che – grazie ai potentissimi mezzi in nostro possesso e alle nostre altolocate amicizie con il tabaccaio di Ferro di Cavallo, siamo in grado di rivelarvi in esclusiva mondiale: il governo domina la scena nell'informazione dei nostri telegiornali. Confessiamo che la notizia ci ha un po’sconvolto: noi non ce ne eravamo accorti! E, un po’ increduli, abbiamo voluto verificare. Effettivamente, almeno in apparenza, i numeri sembrano mostrare una prevalenza – ma leggera leggera - del governo e della maggioranza nei tg della Rai: a governo e maggioranza il 58% del tempo, all’opposizione il 30% e il resto alle cariche istituzionali. Ma non è mica tanto, in fondo! I solerti funzionari dell’Authority hanno fatto anche un’altra incredibile scoperta: il predominio del governo è più evidente nei notiziari Mediaset, quella società televisiva di cui sono proprietari un noto magnate dell’informazione, un famoso impresario televisivo e un illustre presidente di una squadra di calcio. Va detto che questa prevalenza non è poi così rilevante: all’opposizione viene concesso addirittura il 16,8% dello spazio: in fondo, che cosa si pretende? E comunque, diciamolo: non se n’era accorto nessuno. Sarà che è così piacevole sentire le dichiarazioni posate di Cicchitto, le esternazioni bipartisan di Italo Bocchino, le frasi acute di Tremonti e La Russa, le profonde riflessioni di Gasparri, e soprattutto i deliziosi monologhi del presidente del consiglio, che i minuti scorrono veloci e non si nota questa eccessiva presenza. Mentre invece, quando il microfono passa a Veltroni, Di Pietro, Casini, D’Alema: una noia mortale! Però ci sono tanti disfattisti che insistono. Ad esempio il Financial Times, che come sanno tutti è l’organo ufficiale del comunismo mondiale, ha accusato i telegiornali italiani di essere peggio di quelli coreani  quanto a pluralismo informativo. E molti esponenti dell’opposizione, tra un sonnellino e l’altro, hanno invitato la stessa Autorità delle comunicazioni a trarre le dovute conseguenze sulle violazioni del pluralismo e sulla necessità di un urgente riequilibrio comunicativo. Ora noi diciamo basta! Siamo stanchi di questa malafede e vogliamo dire la nostra: l’abolizione dell’opposizione dai Tg è un fatto sacrosanto, un risarcimento dovuto. E’ la giusta riparazione allo scandalo a cui abbiamo assistito negli anni tra il 2006 e il 2008, quando tutti i mezzi d’informazione parlavano solo dell’opposizione. Il Governo e la maggioranza in quel periodo non c’erano. I telegiornali parlavano solo dell’opposizione. A colazione, a pranzo e a cena. Diciamo la verità: era ora che riequilibrassero il conto! E l’Authority, invece di disturbare chi governa l’Italia, pensi piuttosto a lavorare, invece che a protestare e a remare contro!

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lunedì, 20 ottobre 2008, ore 17:23
scarabocchiato da Comicomix in pensieri, politica, giustizia, umorismo, giornalettismo


I ministri Alfano e Maroni sono davvero grandi. E’ giusto che i sondaggi li premino, i loro successi sono sotto gli occhi di tutti. Le 205 carceri italiane riscuotono un grande successo, e viaggiano verso il tutto esaurito...
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