venerdì, 27 febbraio 2009, ore 09:51
scarabocchiato da Comicomix in lavoro, economia, umorismo, democrazia, attualità


Lo scarabocchio di Comicomix aderisce oggi allo sciopero virtuale indetto dal SIB (Sindacato Italiano Blogger). Lo sciopero virtuale, per chi non lo sapesse, è una nuova forma di lotta – molto efficace – che consiste nel protestare contro il proprio datore di lavoro andando a lavorare senza percepire stipendio. Non si tratta di una grande novità: nell’antico Egitto, nella Grecia antica e nella Roma imperiale era molto diffuso. Se ne trovano ampie tracce anche nelle piantagioni di cotone del Usa del sud nella prima metà dell ‘800. Il SIB precisa che non vuole prendersi alcun merito per questa geniale trovata, che è stata partorita dai brillanti neuroni del ministro del welfare Maurizio Sacconi, durante lo sciopero virtuale che essi sperimentano da circa 59 anni, con ottimi risultati, vista la brillante carriera del loro “proprietario”. Perchè lo sciopero è uno strumento che va svecchiato, e l'innovatore Sacconi, grande esperto di tecnologie informatiche, ha deciso di adattarlo alla realtà virtuale degli anni 2000. Allo sciopero virtuale ha immediatamente aderito per solidarietà Raffaele Bonanni, ex-sindacalista ed attuale esponente di primo piano del PdL (Paritito dei Leccapiedi). Se quest'iniziativa avrà il successo  che merita, verrà immediatamente introdotta la busta paga virtuale: ai lavoratori verranno spediti a casa a mezzo mail (chi non ha il PC, se lo compri, che ostacola il progresso!) i cedolini paga, naturalmente senza soldi e senza accredito sul conto corrente. Ci saranno poi le ferie virtuali, quindici giorni di assoluto relax da passare nel posto di lavoro, poi la pensione virtuale cioè andare al lavoro fino a che non si tirano le cuoia ma naturalmente pagando il datore di lavoro per il disturbo e per l’assitenza sociale prestata.  Sarà bellissimo, questo nuovo mondo. virtuale.  Poi, con il passare degli anni, anche questo passerà, e bisognerà inventarsi qualcos'altro. Nel frattempo, forse, lo sciopero virtuale dei neuroni degli italiani sarà finito.

Buon tutto!


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mercoledì, 25 febbraio 2009, ore 10:09
scarabocchiato da Comicomix in italia, economia, umorismo, attualità, tremonti


Giulio Tremonti non ce l’ha fatta. Dopo lunghi anni passati a nascondere la sua vera vocazione, ha gettato la maschera. Perché, anche se non  ha mai fatto nulla per nascondere la sua antipatia per l’economia, non aveva mai avuto il coraggio di mostrare la sua vera natura, la sua grande passione: il cinema. Perché Giulio Tremonti, da giovane, voleva fare l’attore. Pur essendo naturalmente portato per i ruoli comici (per questo, quando arriva alle riunioni dei ministri di tutto il mondo ed inizia a parlare di economia tutti si mettono a ridere) è sempre stato affascinato dal ruolo dell’agente 007. Il film che ne ha segnato l’inizio della carriera è Dalla Valtellina senza pudore, film nel quale un'affascinante agente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, si dice perdutamente innamorato di lui e pronto a consegnargli il Lektor, una macchina decifratrice che fa sembrare (ma solo per le campagne elettorali) qualsiasi cretino un genio dell’economia. Ma Giulio, subodorando la trappola, va in missione a Roma e combatte una schiera di insidiosi nemici (il governatore della Banca d’Italia, la Commissione Ue, un maestro di scuola elementare che gli spiega che 2 + 2 può fare solo 4), uscendone Ministro delle finanze. Il secondo film è Al servizio segreto di sua emittenza che racconta del matrimonio segreto di Giulio con il suo amore Silvio, che poi lo porta al casinò di campione d’Italia dove il nostro eroe apprende tutti i rudimenti del mestiere di ministro dell’Economia e di custode dei conti pubblici di un grande stato. Il film si conclude, mentre Silvio e Giulio sostituiscono con uomini di fiducia i vertici della Guardia di Finanza, con la frase "We have all the time in the world""Abbiamo tutto il tempo del mondo". Con il tempo Giulio diventa un grande attore. Tra i suoi capolavori interpretativi c’è sicuramente Licenza di evadere, in cui egli viene a conoscenza del piano del suo acerrimo nemico Vincenzo Visco che vuole addirittura far pagare le tasse agli evasori. Giulio allora riesce a organizzare un broglio elettorale, vincendo le elezioni, aiutato dal capo dei servizi segreti giapponesi Beppe "Tigre Tanaka" Pisanu e dai suoi uomini, si riprende il ministero e scongiura l'imminente tragedia: un vero accertamento fiscale per il suo grande amore Silvio Berlusconi. Memorabile è stato anche il ruolo (per cui ha sfiorato l’oscar) in Una cascata di condoni, dove, dopo avere sorpreso che un altro suo acerrimo nemico, il Governatore della Banca d’Italia, è l’unico italiano che il mondo considera davvero un economista, lo uccide gettandolo in un pozzo di fango bollente, e poi viene incaricato da SB di sostituirsi ad un contrabbandiere, per varare un maxi piano di condoni edilizi e sanatorie fiscali, che sfasciano i conti dello Stato ma garantiscono l’elezione perenne a Giulio e alla sua gang. Rinfrancato dal grande successo di critica e di pubblico di questo film, eccolo di nuovo protagonista nel 2008 del capolavoro Si ruba solo due volte, che racconta del suo ritorno al Ministero dell’Economia dove stavolta ha intenzione di restare almeno fino al 2018, con l’aiuto del Pd. L’ultimo film, uscito di recente, è La crisi può attendere, dove Giulio Tremonti, imprigionato dai coreani e dai cinesi, dopo esser riuscito a liberarsi fa il giro dal mondo per affermare la sua verità: che la ricetta per battere la crisi è fare conferenze ripetendo 10 volte al giorno “se tutto va bene siamo rovinati” e non fare nient’altro. Giulio arriva al covo del suo antagonista, Mario Draghi. Qui vedrà in azione un'incredibile nuova arma segretissima usata dal nemico: l’economia. Ma niente paura: rinfrancato da una potente iniezione di voti in Sardegna muoverà nuovamente alla volta della Banca d’Italia, dove tutto ha avuto inizio, per un confronto finale con il suo avversario. Tra gli applausi scroscianti, per questo film Tremonti ha vinto (finalmente) l’oscar del buontempone, ha gettato la maschera ed è  pronto a varare questi nuovi strumenti finanziari, sottoscrivibili dal Tesoro, che lui definisce strumenti per rafforzare il patrimonio delle aziende di credito che li emettono e far ripartire l'economia, ma che soprattutto serviranno a Tremonti e Berlusconi, eterni innamorati, per spartirsi la torta del sistema bancario e conquistare definitivamente l’Italia. E per capirlo non c’è bisogno di essere degli 007.

Buon tutto!


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lunedì, 23 febbraio 2009, ore 16:10


Mancano  poche settimane  all’evento che porterà la Sicilia al centro del dibattito mondiale sui temi dello sviluppo sostenibile. Il G8 sull’ambiente si terrà infatti nella magnifica cornice di una delle più belle città italiane: la meravigliosa Siracusa. Quale sede migliore per parlare di ambiente della città patrimonio dell’Unesco, piena di bellezze e monumenti che il mondo ci invidia, dal Teatro Greco all’orecchio di Dioniso, dalla Fonte Aretusa con il suo papiro, ai parchi marini e aree naturalistiche che la circondano? Il merito di questa magnifica scelta è della bella, brava, intelligente ministro dell’ambiente, Stefania Prestigiacomo, che a Siracusa è nata, cresciuta e risiede, assieme alla sua bella famigliola di imprenditori: il papà Giuseppe, ad esempio.  Azionista di riferimento della Sarplast, azienda fallita nel 1997 lasciando sul tappeto 957 creditori e 51 milioni di euro di debiti. Nell’azienda si verificarono alcuni incidenti e casi di malattia denunciati dai dipendenti , con operai che ebbero figli con malformazioni congenite, altri lavoratori dopo anni si ritrovarono polveri nei polmoni. Semplici coincidenza, anche se la procura di Siracusa aprì un'inchiesta per lesioni colpose mentre la polizia rilevò nelle aziende dei Prestigiacomo una serie di violazioni tra cui pendenze con il fisco per circa tre milioni di euro nel giro di tre anni. Insomma, sono gente moderna, che non sta con le mani in mano, esempio di quel sud che vuole crescere, svilupparsi, diventare “europeo”. Ma Siracusa oltre ad essere la patria di questa grande famiglia, una città straordinaria, può vantare invidiabili record in materia di ambiente. Nelle graduatorie delle 103 province italiane è al 73 esimo posto per percentuale di veicoli inquinanti, al 96 esimo per presenza di spazi verdi urbani, al 103 esimo (cioè, all’ultimo) per quantità di raccolta differenziata. Il suo record più bello però è il numero di giorni in cui vengono superati i limiti di emissione di polveri sottili: succede 282 giorni all’anno. Di particolare pregio, a 15 minuti di auto dall’Ortigia, anche il polo industriale di Augusta-Priolo, il secondo polo inquinante d’Italia, dove si raffina il 255 del petrolio distribuito in Italia e la quota di tumori e malformazioni neoantali è la più alta d’Italia. Lì operano l’Eni, la Erg e anche la Vetroresina engineering development (Ved), azienda di oltre 200 addetti specializzata in tubi industriali. Quest’azienda è di proprietà della famiglia Prestigiacomo, l’amministratore è sempre papà Giuseppe e tra gli azionisti principali c’è anche la nostra brava, bella e intelligente ministro. Che però per l’ambiente si sta dando molto da fare, in Italia e in Europa, anche se forse nessuno se ne accorge. Non manca infatti giorno in cui la ministro non intervenga in favore dello sviluppo sostenibile, della tutela e valorizzazione dell’ambiente, contro l’inquinamento e tutti quei mascalzoni che devastano il territorio e inquinano il mare e l’aria. Se non ne sentite mai parlare è perché – con la discrezione tipica delle donne della sua bella terra di Sicilia - la ministro Prestigiacomo evita sovraesposizioni mediatiche e opera in assoluto silenzio, anche per non oscurare il lavoro degli altri suoi colleghi ministri e non far fare loro brutte figure. Invece, si sta dando tanto da fare per l’ambiente e soprattutto per la sua Siracusa. Ha promosso l’intesa fra il ministero dell’ambiente, la regione Sicilia e il comune di Siracusa per interventi per 4 milioni di euro per recupero del lungomare di Ortigia, interventi di riqualificazione ambientale in via Colomba, infrastrutture viarie della zona umbertina ed opere di sistemazione della zona del Castello Maniace e delle aree adiacenti. E soprattutto, nonostante i molteplici impegni da ministro, la Prestigicomo ha trovato il tempo per fare un’incredibile scoperta, mentre passeggiava per caso per le vie della sua adorata città: a Siracusa, proprio davanti all’isola di Ortigia, vicino al centro, accanto alla zona patrimonio dell’Unesco, è stato costruito più di 10 anni fa un autentico ecomostro di cemento: il parcheggio Talete. La solerte ministro, innamorata dell’ambiente e di Siracusa, ha recentemente  definito il parcheggio un “ecomostro che offende Ortigia, ma soprattutto un’opera  eminentemente inutile”. E ne ha proposto l’eliminazione per poter “definire un riassetto armonico di tutta l'area”. Curiosamente pochi giorni dopo la Port Royal srl, una società nell’orbita del gruppo Caltagirone, che da tempo propone per Siracusa la costruzione di un magnifico porto turistico, è tornata alla carica per collocare la struttura più o meno in quell’area. Sul progetto, che ha una storia quasi ventennale, si sono già addensati sospetti di diverse operazioni in odore di speculazione edilizia, e in città molti dicono che vari edifici fatiscenti nelle adiacenze dell’area siano stati comprati dal notaio Angelo Bellucci, marito della ministro Prestigiacomo. .....

Se vuoi leggere la conclusione del post, e concludere con un sorriso, vai su Giornalettismo

Buon tutto!


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venerdì, 20 febbraio 2009, ore 09:49
scarabocchiato da Comicomix in pensieri, italia, politica, riflessioni, vita, umorismo, veltroni, pd


Alla fine, Walter Veltroni se n’è andato, rassegnando le sue dimissioni da segretario del Partito democratico, posto nel quale era stato messo eletto da oltre 3 milioni e mezzo di persone e dal quale è stato cacciato da 3 persone e mezzo. Veltroni ha lasciato, uscendo tra gli scroscianti applausi di quelli che l’hanno cacciato, con il toccante addio condensato nella frase: “Perdonali Romano, perché loro lo sanno quello che fanno, ma lo fanno lo stesso. Come io l'ho fatto a te”. La sua leadership si è logorata lentamente, più o meno 15 secondi dopo la sua elezione. Ed è entrata in crisi dopo la sconfitta (davvero imprevedibile, dopo lo stupendo spettacolo dato nei 2 anni di governo Prodi) alle politiche del 2008. Per poi precipitare con la batosta delle regionali in Sardegna. All’uscita di Veltroni c’erano tutti, con le lacrime agli occhi (come i coccodrilli): Fassino, Bersani, Finocchiaro, Rosy Bindi, Franceschini, Letta. Assenti solo D’Alema e Rutelli, ma erano giustificati, erano indaffaratissimi a fare quello che stanno facendo (benissimo e con grande impegno) da 16 mesi: far perdere voti al Pd. Comunque, ora molti esponenti del Pd vogliono andare ad una rifondazione ex novo del Partito democratico, della sinistra e dell’opposizione in generale. Perché effettivamente il Pd è un partito vecchio, decrepito: ha già 16 mesi di vita! Troppi: in politica, come insegna Berlusconi, vince sempre la giovinezza, la freschezza e la novità. Gli elettori del PD possono dormire sonni tranquilli: il gruppo dirigente è già al lavoro per sbriciolare quel poco che resta delle macerie di questi mesi. Le idee sono chiarissime: alcuni dicono che il PD dovrà tornare a guardare a sinistra e ricucire lo strappo con Rifondazione; altri pensano che debba allearsi organicamente con l’UDC di Casini. C’è chi sostiene che bisogna imparare a fare l’opposizione dura e pura come Di Pietro e chi pensa che Di Pietro sia un pericolo per la democrazia. Insomma, la linea politica resta la stessa. L’unico problema, come ha detto il Presidente della provincia di Milano Penati è, : “il vuoto drammatico di leadership del Partito democratico aperto dalle dimissioni di Walter Veltroni” Per riempirlo bisognerà trovare un degno sostituto: uno capace di fare peggio di Veltroni. Difficile, ma non impossibile. Gli elettori del PD sanno che questo gruppo dirigente è un branco di buoni a nulla capaci di tutto. Ed è rassicurato dalla saggezza di Antonello Soro, che dopo aver ringraziato Veltroni per la conduzione di questi mesi, ha detto tra le risate generali che i passi successivi si decideranno collegialmente. Anche su questo le idee sono chiarissime. C’è chi pensa di fare un congresso subito, prima del difficilissimo scoglio delle elezioni europee ed amministrative, chi vuole un traghettatore, un reggente. Si è auto proposta Rosy Bindi, ma alcuni hanno osservato che piuttosto che la Bindi auto-reggente è meglio fare segretario la Binetti in Cilicio d’ordinanza! Ma la soluzione infondo è a portata di mano: per decidere il segretario del Pd e recuperare consensi elettorali basta organizzare un reality show dal titolo “Il Grande bordello”, rinchiudendo in una casa tutto il gruppo dirigente del Pd e lasciargli fare quello che sanno fare benissimo: litigare. Gli elettori del PD potrebbero collegarsi a RED TV, assistendo in diretta 24 ore su 24 agli intrighi, ai colpi bassi di D’Alema contro Rutelli, di Bersani contro Franceschini, di Parisi contro l’intelligenza, di Rosy Bindi contro Realacci. Per rinvigorire l’audience (a queste scene cominciano a fare l’abitudine) si potrebbero aggiungere le nomination e le eliminazioni. (naturalmente, fisiche).  Alla fine, come nei dieci piccoli indiani, ne resterà soltanto uno, e quello sarà il Segretario del PD. Nella speranza che nel frattempo qualcuno abbia già buttato via la chiave e sigillato la casa con silicone indistruttibile. Perché è certo che il nuovo segretario, chiunque fosse, riuscirebbe a fare intrighi anche contro se stesso. E forse, nel frattempo, qualche faccia nuova, pulita, a cui chiedere di farci vivere il sogno di una forza di sinistra moderna, forte, vincente l’avremo trovata. O Forse no. Ma nel dubbio: Meglio provare, no?

Buon tutto!


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mercoledì, 18 febbraio 2009, ore 11:36
scarabocchiato da Comicomix in politica, umorismo, democrazia, attualità, berlusconi, dissenso, veltroni

La Sardegna ha votato. Il nuovo Presidente è stato eletto. Grande sorpresa! Silvio Berlusconi è il nuovo governatore della Sardegna. Una vittoria davvero inaspettata. Nessuno infatti, poteva immaginare che la massiccia campagna mediatica organizzata da Tg1, Tg2, Tg4, Tg5, Studio Aperto, Corriere dei Piccoli, riuscisse a smuovere l’orgoglioso popolo sardo, prigioniero da anni di dittatura di quel comunista incallito di Renato Soru.. Alla inaspettata vittoria ha naturalmente contribuito, con grande orgoglio, anche , l’invincibile armata del centro-sinistra: Era così incredulo del successo che il neo presidente Berlusconi ha deciso di abdicare immediatamente: anche perché ha saputo che ci sono le elezioni al comune di Orbetello, e lui vuole candidarsi a Sindaco. Quindi Silvio Berlusconi subito dopo la grande vittoria, ha deciso di cedere lo scettro al figlio del suo commercialista, un signore di nome Ugo Cappellacci. La nomina è stata accolta con incontenibile entusiasmo dai sostenitori del centro destra sardo, che hanno festeggiato il Cappellacci. Il vice Berlusconi, quando si presentato al palazzo della Regione per l’incoronazione, è stato accolto da una festante folla immensa che si chiedeva “Ma quello chi ca##o è?”. Passato il primo momento di sconcerto, i sardi si sono dovuti ricredere. L’uomo è davvero in gamba. D’altronde il capo poteva scegliere tra il nipote del suo avvocato, il cugino del suo dentista e la sorella del suo stalliere (che però è una riserva da usare per le prossime elezioni in Sicilia). Se ha scelto il Cappellacci un motivo ci dovrà pur essere, in fondo. E infatti, cercando bene, il motivo c’è: E’ uno con le idee chiare, il neo VicePresidente Ugo Cappellacci, il figlio del commercialista del grande capo. Che ha subito promesso grandissime novità: “Modificheremo il Piano paesaggistico regionale, in nome del territorio, la nostra più grande risorsa. Lo faremo con la collaborazione degli attori del sistema, che non sono stati ascoltati e sono stati spesso vilipesi. Noi vogliamo dar loro nuovamente voce!"  Ed infatti al palazzo del governo sono immediatamente comparsi grandi amici della Sardegna e del suo paesaggio: Ligresti, l’Aga Kan, Impregilo. Tutti felici, che cantavano a squarciagola l’ultima canzone scritta per l’occasione da Apicella: una rivisitazione in chiave moderna de Il ballo del mattone. Perché, come ha ben compreso il popolo sardo, il messaggio è chiaro. Silvio è dio e Cappellacci è il suo profeta: la vicinanza e l'attenzione del presidente Berlusconi, sulla quale tanto i maligni strumentalizzano, in realtà è una grandissima opportunità per la terra sarda. E quindi l'hanno premiata”. Certamente lo comprenderà bene anche il popolo di Orbetello, poi il popolo di La Spezia, quello di Volterra e quello di Molfetta. E poi dopo anche quello della provincia di Macerata, della regione Basilicata, della Circoscrizione V di Ferrara. Tutti posti dove Berlusconi si candiderà prontamente, a meno che non decida – come suggeriscono voci insistenti - di candidarsi al posto di amministratore nel Condominio di ferro di cavallo a Perugia, posto vacante da un paio di settimane. Nel frattempo nella bellissima terra di Sardegna, il vicario Cappellacci  avrà tempo di mettere mano a quelle norme che in questo momento hanno incatenato la Sardegna. Il popolo del Billionaire, oppresso dal comunista Soru, potrà finalmente tornare in quest’angolo di paradiso. Ancvhe noi ne siamo lieti, non ne potevamo più di sentire il pianto di Briatore e dei suoi frequentatori. Ma ora per fortuna ci penserà Silvio, o al massimo il suo vice Ugo. E’ proprio vero: meno male che Silvio c’è! Gli auguriamo lunga vita, e speriamo che non si stanchi troppo. Tra un anno ci sono le elezioni regionali, e vederlo contemporaneamente candidato a Presidente in Umbria, Toscana, Emilia Romagna, Puglia, Calabria, Marche, Liguria è uno spettacolo che non vediamo l’ora di vedere.

Buon tutto!

P.s: Vogliamo rassicurare i nostri 36 piccoli lettori. Ci hanno informato che Veltroni si è dimesso…ma ne parliamo venerdì, forse!


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lunedì, 16 febbraio 2009, ore 15:11
scarabocchiato da Comicomix in pensieri, politica, roma, umorismo, attualità, marrazzo

Roma la città eterna. Roma, la città che fa innamorare, raccontata da scrittori, registi, pittori e artisti di tutto il mondo, quella dei lucchetti di Ponte Milvio e de l’innamorati pe’ Lungotevere a rubasse li baci a mille là sotto l’arberi. No, nun So’ ricordi der tempo bello che nun c’è più. Perché a Roma per questo San Valentino, c’è stata una grande festa. E non si è proprio badato a spese. Si è distinta tra gli altri la Regione Lazio, che ha organizzato un magnifico concerto di S. Valentino: “Roma, l’amore, le serenate…“. Un magnifico regalo che il Presidente Piero Marrazzo ha voluto offrire alla città. Bè, non proprio a tutta la città: sono tempi di ristrettezze economiche, e Marrazzo, il famoso moralizzatore di Mi manda Rai tre, ha dovuto fare i conti con l’oste e frenare la sua generosità. Così, mentre Nicola Zingaretti, Presidente della Provincia di Roma ha organizzato al Palalottomatica  “l’ Amore non ha età“, un mega concerto di Massimo Ranieri per 13 mila anziani, il governatore del Lazio ha dovuto ripiegare su un più modesto concerto di Franco Califano, regalato ai dipendenti di Giunta e Consiglio: circa 3.500 persone. Ma Marrazzo, uomo tutto di un pezzo, non sperperare i soldi degli onesti contribuenti della Regione Lazio, che pagano una delle addizionali Irpef più alte d’Italia. E allora ha appositamente scelto l’Auditorium della Conciliazione, un posto a due passi da Piazza San Pietro, di proprietà del Vaticano (precisamente, dell’Apsa, Amministrazione del patrimonio della Sede pontificia). Bello, funzionale, ma un po’ piccolo: ci entrano soltanto 1.763 persone.  La selezione dei 1.763 dipendenti invitati è stata rigorosissima: dovevano andare alla biglietteria appositamente istituita presso la sede dell’Assessore al personale e indovinare la parola d’ordine. Davano diritto al premio le risposte “Mi manda Marrazzo” oppure “Mi Manda Roberto Morassut”, il potente segretario regionale del Pd che ha amorevolmente suggerito (scatenando la gioia irrefrenabile di mezzo Pd)  all’incorruttibile Governatore la cacciata dell’assessore al Personale Marco Di Stefano sostituito con il presidente della Provincia di Frosinone Francesco Scalia, amico di Morassut ma soprattutto prossimo alla scadenza di mandato e quindi rimasto senza lavoro. I dipendenti ignari che - non avvertiti della sostituzione -  incautamente rispondevano con un “Mi manda Di Stefano” venivano mandati in esilio a Gaeta.  Scremati così i partecipanti all’evento, la festa ha avuto inizio. La Regione Lazio, che ha molto a cuore i suoi dipendenti, non ha badato a spese: locandine, inviti spediti via email, un piccolo regalo di San Valentino per tutte le signore in sala, oltre all’onore di assistere al grande concerto de “Er califfo”. Il presiedente della società “I Borghi” che gestisce l’Auditorium, Francesco Carducci Artenisio, ex assessore al Turismo della giunta Rutelli e molto vicino al Vaticano, si aggirava gongolando tra i tavoli dei commensali. Soddisfatto per la riuscita dell’iniziativa e soprattutto per il rinnovo della convenzione con la Regione, per la modica cifra di 1 milione di euro l’anno e con l’incarico di “intensificare la comunicazione istituzionale con manifestazioni idonee ad ampliare la conoscenza del ruolo della Regione Lazio e la diffusione della sua immagine nel mondo“. Eventi speciali, numerosi e di grande impatto comunicativo. Come la Festa della Fiction (10 giorni), il Concerto della Pace (1 giorno), il Concerto di Natale (1 giorno).  E naturalmente questo splendido concerto per la festa degli innamorati. Manifestazioni che, naturalmente, la Regione paga a parte: la splendida serata di San Valentino è  costata alle casse della Regione appena 72 mila euro. Una sciocchezza, e poi cos’è il vile denaro rispetto alla gioia di immaginare i 1.763 dipendenti della Regione Lazio che con gli occhi lucidi accendono candele, si sbaciucchiano cantando in coro “Tutto il resto è noia“?

Se ti va, leggi la conclusione del post du Giornalettismo


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