venerdì, 21 dicembre 2007, ore 15:29
Mi chiamo Luca, e ho 7 anni. Vivo nella mia città con mamma, papà, la mia sorellina Giada e il mio fratello Marco. La nostra vita è sempre stata tranquilla. La mattina a scuola, mentre papà e mamma vanno al lavoro. Poi a casa, il pomeriggio i compiti, poi o si va a nuoto o un po’ in giro, per compere. Io e Marco andiamo nella stessa scuola, lui ha due anni più di me. Spesso giochiamo insieme, ogni tanto si litiga un po’, ma poi si fa pace. Lui è sempre stato allegro, mi fa tanto ridere.Ha una bella voce, e gli piace tanto cantare. Soprattutto Eminem, i Green day, e Caparezza. Strani cantanti che a lui piacciono tanto, non so perché...Un po’ di tempo fa Marco è diventato strano. Sempre triste, non ha mai voglia di giocare. A volte anche aggressivo. E ha smesso di cantare. E’ successo a partire da un giorno che è rimasto chiuso per un po’ nell’appartamento di Mario, un signore che abita al terzo piano, che è sempre tanto gentile, riempiendoci di caramelle, sorrisi e qualche carezza. Spesso lo si incontrava giù al parco. E’ stato quella volta che quando siamo risaliti per tornare a casa lui ci ha fermato sulle scale, e ci ha chiesto di salire a casa sua, che aveva un bel giocattolo da farci vedere. Io avevo da fare, la maestra ci aveva dato un tema, e poi c’è sempre stato negli occhi di Mario qualcosa che non sono riuscito a capire, e che non mi piace. Ma Marco non se ne cura, Marco è forte, è coraggioso, è il mio fratello maggiore. E da allora, ogni volta che incontriamo Mario, abbassa gli occhi e mi dice “Corri a casa!” e io non capisco perché, ma in quel momento sembra che sia arrabbiato con me...Chissà, forse hanno un loro segreto, qualche magnifico gioco che Marco non mi vuole far sapere che cos’è. Non è che sarà stato invidioso di me? A tavola, a volte, mamma e papà gli hanno chiesto cosa è successo, che cosa c’è che non va. Anche le maestre hanno detto che a scuola non sembra più lo stesso. Disattento, svogliato. Mamma gli ha fatto delle strane domande, ma Marco è sempre rimasto in silenzio e con gli occhi spenti. Papà ha detto che sembra un usignolo a cui hanno spento la voce, come una bambola rotta senza parole, accantucciata in un angolo buio dell’armadio. Ogni tanto, di notte, l’ho sentito piangere. E, una sera che ci avevano messo a letto ma io – non so perché – non avevo sonno, ho sentito mamma e papà discutere ad alta voce. Mamma piangeva, e diceva qualcosa di brutto che non ho ben capito. Ho capito solo che ce l’aveva con Mario. Dopo qualche giorno, ricordo che Marco aveva ormai quasi smesso di mangiare, sono venuti dei signori vestiti da poliziotti, e hanno fatto un sacco di domande in giro. E poi sono entrati in casa di Mario, hanno portato via il suo computer e un sacco di altra roba. E poi, hanno portato via anche Mario. Ma non è stato via a lungo: dopo qualche settimana, è tornato a casa. Papà e mamma non lo salutano più, e non ci lasciano più uscire da soli nel parco. Mamma spesso piange di rabbia, la sento dire che non è possibile che non si creda alla parola di un bambino mentre un maiale gira indisturbato. Io non ho mai visto maiali in giro, a parte una volta in campagna. Chissà che vuol dire.....
Ora è passato un altro po’ di tempo. Siamo andati a vivere in un’altra città. Una nuova scuola, un’altra piscina, altri negozi. Di nuovo c’è che Marco va spesso con mamma da un signore simpatico e da un bella ragazza. Papà dice che sono due bravi dottori. Devono davvero essere bravi, perchè Marco da qualche tempo ha ricominciato a mangiare, anche se è ancora molto magro. La notte riesce a dormire quasi sempre, e ogni tanto s’affaccia alla finestra, i suoi occhi s’illuminano e, sfiorando le fronde degli alberi, accennano il sorriso di allora, in quel tempo che adesso forse non mi sembra più così lontano. Ieri sera, a tavola, ha anche canticchiato una di quelle canzoni che gli piacevano tanto. Fuori dal Tunnel. E, non so perché, mamma lo ha abbracciato, papà si è commosso, lo so come fa quando inizia a tossire e si volta per non farsi vedere. Forse chissà, uno di questi giorni, se non è troppo freddo, chissà, andremo a giocare nel parco qui fuori. Magari ci sarà pure un usignolo. Ma niente bambole. Solo bambini.
Buon tutto!
Comicomix aderisce incondizionatamente e senza riserve alla campagna lanciata da Psiche & Soma per informare e sensibilizzare quante più persone possibile al tema degli abusi sessuali verso i bambini. Vi chiediamo di aderire all’iniziativa, secondo le modalità indicate in questo post e di inserire il banner da questo post.
Perché la voce di Marco non venga più spenta. Perché la voce di Marco non venga mai spenta. Perché la voce di un bambino non sia mai spenta. Perché quando incontri gli occhi di un bambino, il mondo s’illumina dei suoi colori più belli.
I bambini non sono bambole. Lasciateli liberi. Lasciateli stare.
On line su Comicomix una nuova avventura, ispirata al Natale, della nostra serie a fumetti Venti. Se vi va, naturalmente...
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