lunedì, 07 gennaio 2008, ore 15:28
Pomeriggio di Capodanno. Immerso nei miei pensieri, in una stanza d’ospedale. Sono qui, e ripenso all’e-mail di un mio amico, di ieri pomeriggio. Mi ha detto che, purtroppo, il nostro piccolo amico Africano sieropositivo non ce l’ha fatta. In mezzo a quest’odore di umanità, medicinali, polvere della corsia d’ospedale penso a com’è buffo un mondo in cui si spendono miliardi di euro in tutto il mondo in fuochi d’artificio, che bruciano nello spazio di un istante, o in cui si pagano milioni di euro giovani uomini che corrono dietro ad un pallone. Lo si fa così, distrattamente, a volte ci si annoia pure. Altrove, le cose non vanno così. Quest’anno che è appena passato sono morti per fame, malattia, guerra, 10 milioni di bambini. E’ una cifra. Come mille altre che scorrono sui monitors, come i corsi azionari di una casa farmaceutica, che salgono in fretta se riesce a brevettare un qualche nuovo prinicipio attivo per la cura del raffreddore. E intanto, in giro, la gente muore. Come una foglia nel vento, è un attimo, e click, tutto scompare. Ma ci sono tanti, troppi problemi di fronte a noi, e si deve lottare, combattere, ogni giorno, con la benzina che sale, la borsa che crolla. E ripenso a un altro piccolo amico, un bambino indiano di 5 anni, senza mamma, sieropositivo. Da poco sta prendendo i farmaci antiretrovirali Gratis. ma solo perchè l'UNICEF ha organizzato una rete d'emergenza in India per fornire GRATIS i farmaci antiretrovirali ai bambini. Forse si salverà. Nei paesi meno fortunati, di AIDS si continua a morire. Non ci sono i farmaci, perché costano molto cari. E ci sono 2 MILIONI di bimbi sieropositivi. le case farmaceutiche, infatti, che ci pensano alla nostra salute ma soprattutto ai loro corsi azionari, non realizzano se non di rado farmaci specifici per i bambini (per i tumori, o anche per malattie meno gravi). Non si fanno profitti e loro non fanno beneficenza. Loro hanno altro da fare. E' molto più utile produrre farmaci per la cura del giradito, o composti vitaminici contro il logorio della vita moderna...E i bambini stanno a guardare. E forse, sarà perché in ospedale tutto assume un altro senso, o perché non mi sento tanto bene, e perché non c’è il sole davanti a questo parcheggio desolatamente vuoto, ma mi fa un po’ ridere pensare alle tonnellate di cibo andate in fumo, ieri sera, in giro per i veglioni, e ai tanti miei amici soprappeso, ai loro colesteroli fuori norma, e al mio brontolare perché il collega mi ha soffiato la promozione. Mi fa un po’ ridere anche la flebo in vena a mio padre, un banale antibiotico che lo rimetterà, spero, in forze in pochi giorni mentre al mio piccolo amico africano non glielo hanno potuto somministrare. Per questo, oggi, il primo dell’anno, non me la sento di fare auguri a nessuno per il 2008. E, strano per me, non ho neppure tanta voglia di sorridere.
Buon tutto!
Questo avrebbe dovuto essere lo scarabocchio del primo dell'anno. Ma, per motivi familiari, non ci è stato possibile inserirlo prima di oggi. Speriamo che sia comunque uno scarabocchio che possa aiutare, i nostri 36 piccoli lettori a ricordarsi, senza sorrisi stavolta, quante cose nel mondo si devono ancora cambiare.
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