lunedì, 31 marzo 2008, ore 15:15
Silvio Berlusconi è un uomo per il quale non si può che provare una smisurata ammirazione. Perché è sempre pieno di risorse. Pieno di entusiasmo, generosità, ottimismo. E poi ha un dono. Nessuno come lui sa far sorridere. E durante le campagne elettorali dà il meglio di se stesso. Ha cominciato con lo splendido siparietto con la precaria, organizzato nel noto teatrino del TG2, quando ha offerto la mano di suo figlio in sposo. Nell’immaginare PierSilvio come bell’addormentato nel bosco, conteso tra stuoli di precarie italiane, aspiranti principesse azzurre, ci voleva, indubbiamente, una grande vis comica. Ha poi proseguito con la splendida barzelletta dell’Alitalia. E infine, in vero stato di grazia, si è superato, alla manifestazione Donne per l’Italia, svoltasi di recente. È andato oltre l’incredibile. Ha compiuto l’ennesimo miracolo. Ha indicato all’Italia e al mondo, dopo decenni di equivoci, di frustrazioni, di malintesi e di scontri tra i sessi, quale deve essere il ruolo delle donne nella società. Una vera genesi, una creazione. Dopo aver creato Canale 5, Mediaset, Milano 2 e Milano 3, il Milan, Forza Italia, il PdL, Silvio ha fatto l’ennesimo capolavoro: ha creato la donna. Seguendo i saggi consigli di quell’autentico gentiluomo che è Umberto Bossi, non ha fatto le solite battute un po’ grevi sull’universo femminile. Al contrario, con una capacità superiore al Tiziano, al Botticelli e a Jack lo Squartatore, ha tratteggiato un ritratto perfetto di quello che la donna è e dovrà rappresentare nel futuro dell’Italia. L’ha fatto da par suo, con molto più lirismo di Prevért, con molta più autorevolezza di Neruda, con molta più dolcezza di Barbablù. Parole sublimi, con le quali ha saputo toccare le corde più profonde dell’anima. Altro che “Quello che le donne non dicono” cantata da Fiorella Mannoia, o “Donne du du du” cantata da Zucchero. La canzone di Silvio, ammettiamolo, ha fatto davvero piangere molti di noi. D’altronde, come resistere a frasi del tipo “Donna, dal latino Domina. Padrona. E quando voi donne entrate nel vostro dominio, la casa, noi uomini diventiamo sudditi”? Come non rabbrividire sentendo “Donne, voi siete le nostre padrone fra le mura domestiche”? Ah, sembrava di essere in quei bei tempi in cui la donna era “l’angelo del focolare”, si beveva allegramente l’olio di ricino, si bastonavano gli oppositori e poi li si mandava al confino. Che commozione! Sentire tanta sincera considerazione e tanto tenero affetto verso il mondo femminile è stato davvero toccante. E poi c’è stata l’apoteosi, quando Silvio ha finalmente spalancato alle donne il grande e faticoso impegno che le attende in politica. Quando ha indicato a tutte loro il duro compito che le attende spetta. Non posti chiave del governo, del parlamento, o della dirigenza pubblica e privata. No, il posto della donna è molto più oltre. Lei è la domina, è la padrona (del focolare domestico). E Silvio, da uomo esperto e navigato, che sa che gli uomini si prendono per la gola, ha chiamato i suoi discepoli e ha detto loro che il posto giusto per le donne è la Cucina. Ma sì. Far da mangiare ai poveri onorevoli stanchi, che passano tutto il giorno a contar balle e sparare corbellerie. E allora donne, fatelo contento. Cucinate per lui. E fategli il suo piatto preferito. Che, a giudicare dalle sue dichiarazioni degli ultimi giorni, è senza dubbio la Bufala all’italiana. Anzi, per essere più precisi, la Bufala ALITALIAna. E’ un piatto di cui è ghiottissimo. Non ha fatto altro che parlarne, in questi giorni. Lo ha fatto per farvi capire, care donne, care domine, care padrone, cari angeli del focolare, cosa gli piace di più in cucina. E allora dimostrate a Silvio la vostra gratitudine, ringraziatelo per l’alta opinione che ha di voi, per il ruolo fondamentale che egli vi assegna nella moderna società italiana. Per queste elezioni, preparate da mangiare per il nostro Silvio Berlusconi. Portategli ad esempio un bella caprese, con tanta squisita mozzarella. Naturalmente, mozzarella di BUFALA. Ma non esagerate con la diossina, mi raccomando!
Buon tutto!
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