Proprio nell’imminenza del voto, ci troviamo a dover lodare Silvio Berlusconi. Lo abbiamo già fatto su Giornalettismo, lo rifacciamo anche qui. Finalmente Berlusconi parla sul serio. E lo fa da par suo, andando dritto al cuore dei problemi. Silvio ha detto che la giustizia in Italia è davvero un problema. E' un problema la giustizia civile e poi anche quella penale. Bravo Silvio. Sì, perché in Italia esistono grossi problemi di giustizia. Tranquilli, amici: non si tratta di quelle piccole questioni che non interessano a nessuno, tipo il funzionamento e la celerità della giustizia civile e penale, oppure il problema degli organici delle procure del Sud che si stanno inesorabilmente svuotando pregiudicando l'efficacia del contrasto alla criminalità organizzata ad esempio. Di queste sciocchezze si occupano tutt’al più quei sovversivi mezzi pazzi dell’Associazione Italiana Magistrati. Ma a chi volete che importi se in Italia nel 2006 un processo penale è durato in media 240 giorni? E un processo civile (che ne so, un fornitore che fa causa a un cliente perché non l’ha pagato) durato in media 902 giorni? Ma c’è davvero qualcuno che si preoccupa se il Ministero della Giustizia ha speso nel 2005 10,7 milioni di euro per risarcire i cittadini danneggiati dall’eccessiva durata dei procedimenti? O se la Corte europea dei diritti dell’uomo ha già comminato all’Italia 276 condanne, per una somma di 17 milioni di euro, a causa della lentezza dei processi e dei danni che la giustizia provoca ai cittadini? Ma non scherziamo, ben altre sono le priorità del sistema giudiziario, i mali che attanagliano la giustizia nel nostro paese. E Silvio Berlusconi lo sa. Lui ha fatto delle proposte concrete, per quelli che sono i reali interessi dei cittadini: Il nostro eroe non abbandonerà la politica fino a quando un cittadino italiano accusato giustamente o ingiustamente di un reato non abbia la certezza entrando nell'aula di un tribunale di non dover guardare con il batticuore il giudice per vedere se ha la faccia del giudice coraggioso. E lui lo sa. La giustizia è intervenuta nella politica indebitamente: troppi magistrati hanno usato il loro potere ai fini della lotta politica. Silvio è una vittima esemplare, ha un record universale in udienze: meno male che ci hanno pensato i suoi avvocati, eletti in parlamento, a fare delle Leggi ad hoc (o ad personam? Chi se lo ricorda, ormai…) che hanno estinto i reati, o accorciato i tempi di prescrizione, cos’ì da evitare che quei banditi travestitti da giusdici se la prendessero con lui, costringendolo (ma che faccia tosta!) a rispondere delle accuse per i fatti che aveva commesso! Ma Silvio, coem sempre magnanimo e conscio di quali sono i suoi (pardon, nostri) interessi, ha trovato la soluzione. Il pubblico accusatore deve essere sottoposto periodicamente ad esami che ne attestino la sanità mentale. Ecco quello che ci vuole. E poi, una bella legge che impedisca le intercettazioni. E poi, una bella legge che ripristini l’immunità parlamentare. E poi, una bella riforma dell'ordinamento giudiziario in cui i pubblici accusatori siano reclutati con diversi concorsi, abbiano una diversa carriera e lavorino in immobili diversi e lontani da quelli dove lavorano i giudici. E possibilmente, li considerino dei nemici da abbattere. E possibilmente, siano scelti tra i fratelli, i figli, gli amici di Silvio Berlusconi (meglio non correre rischi, no?. D’altronde, finora l’impunità di Silvio (pardon, la giustizia giusta) è stata garantita dall’eroismo di pochi coraggiosi, come lo stalliere Mangano. Ma non è che si può sempre fare affidamento su personaggi di tale specchiata virtù, di frequentazioni così nobili (le suore carmelitane, le associazioni di volontariato e ogni tanto cCosa nostra). Quindi, prima che sia troppo tardi, non appena le elezioni avranno riconsegnato le chiavi del potere, bisognerà che ci si metta mano. Non si sa mai, potrebbe sempre succedere che qualcuno si svegli, e si accorga che – tra le tante cose da sistemare, in questo strano paese – ci sia anche la giustizia. Una giustizia che non sia più debole con i ricchi e potenti e feroce con i poveri cristi. Poveri cristi: più o meno come Silvio Berlusconi. Povero Silvio. E soprattutto, poveri noi.
Buon tutto!
On line su Comicomix anche una splendida illusrazione sui Libri di Eros e Alice, Come un libro aperto. E' anche la copaertina di Blog Up, la rivista dei nostri amici Artemisia80 e Lario3. Se vi interessa