Per fortuna Silvio Berlusconi non va mai in vacanza. Lavora sempre per il bene dell’Italia. In questi giorni è ossessionato dalla brutta vicenda dell’Alitalia. La nostra gloriosa compagnia area, portata al disastro dalla gestione di manager nominati da governi imbelli e cialtroni, quelli che tra il 2001 e il 2006 mandarono dei supermanager - pagandoli milioni di euro - a disintegrare quel poco che restava di quella che un tempo fu una compagnia aerea. Ma ora, ci pensa lui. Meno male, perché la povera Alitalia e i suoi dipendenti hanno corso un rischio enorme. Ve lo ricordate? Stavano per arrivare gli invasori francesi, che avrebbero fatto ammainare per sempre il tricolore con la complicità di quei traditori di Prodi e Padoa Schioppa. Un piano inaccettabile, durissimo. Sarebbe stato evitato il fallimento e risanata la compagnia, ma ci sarebbero voluti circa 2.500 tagli al personale. Inaccettabile. Lo dicevano anche i sindacati. Per fortuna, Berlusconi ha staccato la Spinetta, cacciando i transalpini meglio di Materazzi nella finale del mondiale. Perché Berlusconi aveva due assi nella manica: la cordata di imprenditori pronti, per amore di patria, ad acquistare la compagnia pagandola a peso d’oro, e la sua grande capacità manageriale. Per gestire l’operazione, che richiedeva una grande (Banca) Intesa, Berlusconi si è rivolto alla cosa che ama di più: la Passera. Nonla Ministro Carfagna. Proprio Corrado Passera, il grande manager, che ha varato un piano davvero geniale. Berlusconi, dopo aver concesso un prestito per il ponte all’Alitalia di oltre 300 milioni di euro, prelevati direttamente dalle tasche dei contribuenti, tra cui i malati terminali e le donne che vogliono il vaccino contro il Papilloma virus (per il finanziamento gratuito del quale non si sono trovate le necessarie coperture finanziarie), ha deciso che riunirà l’Alitalia e la sua concorrente Air One, compagnia piena di debiti ma che sta simpatica assai ai suoi amici leghisti. E poi dividerà il tutto in due società: una, la good company, la newco, conterrà tutte le attività “buone” residue di Alitalia e Air One, e verrà quasi regalata a una cordata di grandi amici di Berlusconi e grandi imprenditori, ai quali è stata generosamente concessa mano libera sulle tariffe autostradali (Benetton) o promessa attenzione negli appalti che tra poco ci saranno per expo Milano (Ligresti). La seconda, la bad company, conterrà tutti i debiti accumulati dalle vecchie gestioni di eccezionale acume manageriale, sarà assorbita dallo Stato e il salato conto di oltre 1 miliardo di debiti verrà pagato…dai contribuenti. Magari toglieranno l’assistenza sanitaria gratuita, o gli assegni familiari. Qualcosa s’inventerà. Di fronte a tanto genio imprenditoriale e a tante capacità gestionali ci sarebbe solo da applaudire. C’è solo un fastidioso inconveniente. Ci saranno circa 7 milaesuberi di personale da “smaltire”, magari in qualcuna delle discariche napoletane, o con un treno speciale in Germania, chissà. Qualcuno in più dei 2.500 che fecero fallire, grazie a quei sindacati anch’essi geniali, la trattativa con i francesi. Ma si tratta di un piccolo dettaglio, insignificante. Tutto verrà risolto con una bella cena, l’ultima. E poi, c’è la riforma della giustizia da fare, il federalismo fiscale, le riforme istituzionali, la legge elettorale, insomma un sacco di cose da distruggere, prima che qualcuno si svegli e arrivi la resa dei conti. Ma ci sarà sempre il saggio Presidente, il napoletano, che inviterà tutti dolcemente al dialogo, oppure a una bella partita a canasta sotto l’ombrellone. Su tutti troneggerà sempre lui, solo lui, niente altro che lui, il nostro grande Presidente lavoratore Silvio Berlusconi. Perché Silvio Berlusconi non va mai in vacanza. Purtroppo.