
Come passa il tempo! Sembra ieri, quando parlavamo delle grandi doti di Silvio Berlusconi come uomo di governo. Purtroppo, anche lui, nonostante le sue incredibili capacità, non può tutto. Ogni tanto invidiosi e cattivi gli mettono i bastoni tra le ruote. E così, la vicenda dell’Alitalia, proprio quando sembrava arrivata al lieto fine, ha subito uno stop, forse definitivo. Il presidente della CAI, la cordata di imprenditori coraggiosi che con sprezzo del pericolo e grande faccia tosta si erano fatti regalare Alitalia scaricandone i costi sul contribuente italiano in cambio di qualche favore più o meno confessabile, ha gettato la spugna. Niente da fare. E dire che Berlusconi e i suoi avevano varato un piano davvero geniale, dividendo Alitalia in due società: una, riservata alla cordata di amici e amici degli amici, con tutto il “buono” residuo, mentre la gestione degli esuberi e tutti i debiti accumulati dai grandi manager sarebbero finiti allo Stato, facendo pagare il salato conto di oltre 1 miliardo di debiti agli entusiasti contribuenti. Un brutto colpo per Berlusconi. E siccome i brutti colpi non vengono mai da soli, nel corso di uno dei frenetici incontri per risolvere la faccenda il nostro Silvio ha rimediato anche un pestone sul piede sinistro (e ti pareva), proprio dove un callo particolarmente fastidioso lo tormenta da anni, più o meno da quando, nel 1994, scese in campo. Berlusconi si lamentava ululando dal dolore, e nessuno sapeva se fosse per il brutto colpo o per la brutta figura. Tutti i suoi uomini hanno fatto quadrato: bisognava trovare un colpevole. Qualcuno ha suggerito che fosse chi aveva responsabilità di governo quando, tra il 2001 e il 2006, un manipolo di supermanager pagati milioni di euro disintegrarono quel poco che restava di quella che un tempo fu una compagnia aerea. Ma non è sembrata una buona idea. Qualcun altro se l’è presa con i sindacati, ma alcuni hanno fatto notare che quando, 3 mesi fa, i Sindacati fecero naufragare l’offerta dei francesi di Air France (decisamente più vantaggiosa di quella montata dalla CAI) tutto il centrodestra si fregava le mani dalla gioia. Qualcuno ha detto che era colpa di Prodi, ma quando sono stati visti Fede e Bonaiuti ridere davanti a quest’affermazione, si è capito che non era il caso. Qualcun altro, forse arrivando più vicino alla verità, ha suggerito che il colpevole fosse Marx. In molti hanno annuito: finalmente il vero responsabile del fallimento della cordata Alitalia e del dolore al piede del presidente del Consiglio era stato trovato! Ma poi quel tale ha spiegato che stava facendo dell’ironia, che non si riferiva a Karl, il filosofo ed economista tedesco, ma a Groucho, l’attore comico americano. Qualcuno allora ha chiesto: “Ma cos’è l’ironia? Una nuova cordata per Alitalia?” e la cosa è stata lasciata cadere lì. Insomma, cerca che ti cerca, nessuna soluzione era a portata di mano. Il colpevole non si trovava. E improvvisamente non si trovano neppure i soldi per la cassa integrazione, che il Ministro Sacconi sino a qualche ora prima giurava e spergiurava pronti per “soccorrere” la compagnia costretta a liberarsi del personale in eccedenza. Si è sentita volare nell’aria la parola ricatto, ma dopo un po’ si è tornati ad occuparsi della unica cosa che interessa: trovare un colpevole, qualcuno su cui scaricare una delle più brutte figure che un governo abbia mai fatto in 60 anni (e sì che di governi di cialtroni e di pagliacci ne abbiamo avuti!). Perché a nessuno interessa, naturalmente, trovare una soluzione. Non interessava nel 2001, nel 2006, 3 mesi fa. Figuriamoci se interessa ora. L’importante è cercare un rassicurante colpevole. E alla fine, cercando bene, il colpevole si è trovato. Ovviamente lo ha trovato lo stesso Berlusconi, che non a caso è il capo dei capi. L’hanno sentito gridare “Ti ho trovato, finalmente!”. E tutti sono accorsi sulla porta del bagno, dove Berlusconi era andato a prendere un calmante. L’hanno visto tutti, il grande Silvio, puntare il dito contro lo specchio che rifletteva la sua immagine.
Buon tutto!
