venerdì, 28 novembre 2008, ore 12:59
scarabocchiato da Comicomix in riflessioni, bambini, vita, neuroblastoma, pensierofilia


Notte fonda, e tutto buio intorno in un silenzio irreale. Ho paura. Non riesco a sopportare questo silenzio e questo buio senza fine. Ma un’ora fa un temporale ha fatto saltare l’energia elettrica, non c’è nessuno in casa, neppure il gatto, uscito nel freddo in cerca di un po’ d’amore. Eppure, mi sembra di sentire un sussurro sommesso, una melodia lontana che scava nell’anima come gli occhi di un bambino alla ricerca del perché. Allora mi siedo sul pavimento e l’ascolto. E’ strano, sembra come una voce che chiama. Come d’incanto mi sento sereno e, ascoltando quella voce, comincio a pensare. A me, alla mia vita che a grandi passi si avvia alla sera, alle tante notti passate a guardare lassù, in alto, verso un punto lontano. E mi sembra di vedermi, confuso e affannato nei miei giorni a spasso nel tempo: anche io, come tutti, mi perdo in un diluvio di parole che si rincorrono andando incontro ad un senso che non c’è. In quel mondo colorato di cartone dove apparire è l’unica cosa che conta. In cui il rispetto per la vita e per gli altri diventa solo un’altra frase, un composto di suoni disarticolati che si rincorre, senza pace, senza memoria. Senza verità. E quel rumore che regna sovrano toglie significato a ogni azione, ad ogni gesto, ad ogni pensiero. E ogni cosa perde di senso, e il rumore copre lo strazio  di quest’assenza che stringe il cuore di paura e rende la vita assurda. Ed è proprio ora, immerso in questo silenzio irreale, che all’improvviso non ho più paura, anzi sono assurdamente calmo. Tutto sembra come sospeso: i ricordi, le gioie, i dolori, le luci della città e i suoi rumori, i giorni insulsi senza una meta né un perché. E proprio così, all’improvviso, tutto s’illumina di nuovo. Ma non è l’elettricità: è una luce leggera, che filtra dalle persiane chiuse, forse – chissà - dai miei pensieri di ieri. E questa luce sommessa quasi m’acceca, distratto come sono dall’oscurità infinita del mondo multicolore. E all’improvviso comprendo quasi il senso profondo di questo rumore assordante, a queste luci multicolori. Il controllo. Il controllo dei miei sensi, del mio corpo. O, forse, dei miei pensieri. Perché è accecato da queste luci, assordato da questi rumori, che non riesco più a vedere con chiarezza oltre il buio del tempo che fugge. E non riesco più a sentire quella voce sommessa: la voce della luna. Invece adesso la sento. Chissà, forse è solo un momento di follia, come quando i miei dubbi s’attorcigliano e mi aggrovigliano il cuore. O forse è la curiosa consapevolezza che oltre queste luci finte, oltre questi suoni artificiali, esiste un punto lontano e sperduto, a cui ci si può aggrappare. Quel punto è la vita. La vita che torna, che rinasce impetuosa. Oltre il vento e oltre la notte. E forse più in là, in quella valle incantata e surreale che è il futuro ignoto come la notte, in questa valle piccola come un villaggio e sterminata come un continente, ci sono sogni da sognare. E all’improvviso ho voglia di correre, verso quella voce che canta impetuosa come un torrente di cristallo. Forse è così, o forse è solo il rumore del mio cuore, che batte tranquillo nel buio della notte. Ed la sua voce che mi sta chiamando. Ora riesco a sentirla.

Buon tutto!

 

Eppure io credo che se ci fosse un po' più di silenzio, se tutti. facessimo un po' di silenzio, forse qualcosa potremmo capire” (Da “La voce della Luna “ di Federico Fellini)

 

P.s.:  Lisa ci ricorda che oggi è il giorno giusto per fare una piccola offerta in favore della lotta al neuroblastoma. Accorrete numerosi!


Permalink * commenti (10)
Commenti
#1   28 Novembre 2008 - 14:32
 
Probabilmente è proprio così.
Se fermassimo un istante il nostro folle correre e provassimo ad ascoltare, potremmo capire molte cose...
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#2   28 Novembre 2008 - 18:04
 
Da un pò di tempo a questa parte, da quando tu sai, tengo sempre aperta una persiana della mia camera da letto. Mi sento esposta e vulnerabile, ma è il buio fuori che mi parla, mi parlano le ombre delle foglie residue sugli alberi mosse dal vento che si riflettono sulle tende, mi parla lo sciabordio dell'acqua, mi parla il rumore del mio respiro contenuto e il dolce ronfare della gatta che si annida sull'incavo tra il mio busto e le gambe. Certo è in quel non silenzio che ritrovo tutto il mio caos calmo, le mie idee spezzate, le cose mai più dette, le vecchie ragioni del mio disagio.
Non mi è dato riuscire a comprendere il senso dell'esistenza. Eppure ci sono stati tempi in cui avevo certezze, avevo noncuranze. Ora dal mio letto insonne guardo quel buio luminoso e smarrisco la mia mente, che a volte chiamerei ragione, ma non nel senso che divento folle, ma nel senso che non riesco più a tenere sotto controllo quello che mi circonda, sono passata dall'essere capace a non esserlo più.... un passo importante anzi un salto nel buio senza rete e senza punti di riferimento.
Eppure è il silenzio che mi placa, l'immobilità dei sentimenti, la vischiosità dei pensieri, l'inutilità della ragione.
Questo è davvero un silenzio senza parole, non so se le ho già dette tutte, oppure se ho perso la capacità di parlare, ma nel mio quotidiano parlo ed è qualcosa di innaturale, di falso, di imbarazzante.
Vorrei avere una ragione per interrompere questo discorso muto con me stessa, ma ragioni non ne ho, vorrei sparire, ma anche per far questo ci vuole una buona ragione e io non ce l'ho. Eseguo bene il mio lavoro, il mio compito quotidiano, nessuno si accorge che pur facendo rumore il mio è un silenzio esistenziale, profondo, immutabile. Mi accorgo che c'era da tanto tanto tempo da non ricordare nemmeno perchè , come e quando è iniziato.
E come un lago notturno, non sai dove inizia, nè dove finisce, non sai quanto sia profondo e nemmeno io lo voglio sapere. Ricordo una sera, un amico, un fratello, più vicino di me stessa, ha smosso la superficie con la mano e mi ha guardato negli occhi.... abbiamo usato parole di cui non ricordo più il senso, ma è stato il silenzio che mi ha consolato il cuore.
Buon tutto
Ross
utente anonimo

#3   28 Novembre 2008 - 19:21
 
Un abbraccio e un sorriso... occhi negli occhi.. in silenzio... Lisa
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#4   29 Novembre 2008 - 09:41
 
Proprio ieri, già che eravamo bloccati in casi per la neve, ho guardato un film "La volpe e la bambina" dove la bellissima ragazzotta con le lentiggini, si perde nei boschi, si scatena il temporale e cade la notte, inaspettata: dapprima sente solo strilla, ululati inquietanti, movimenti minacciosi di animali notturni, paura, angoscia e voglia di trovare riparo.
Ma poi, sarà la stessa notte, la stessa natura e gli animali, tanti, a quietarla e a cullarla regalandole uno dei doni più preziosi della vita.
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#5   29 Novembre 2008 - 16:41
 
SILENZIO
L’’ordine degli astri, dei corpi che a miriadi sono in movimento nello spazio, è armonia.
Nella grande orchestrazione di tutti gli astri in accordo tra di loro, il ritmo è dato da Colui che tutto muove.
E bisognerebbe aver cura di lasciarsi educare al silenzio dal creato.
Suor Anna Maria Canopi Badessa Abbazia ‘’Mater Ecclesiae’’ sull’isola di Orta San Giulio (Novara)
______________________-----
Posiamo accorgerci se amiamo il silenzio e se lo cerchiamo davvero dallo zelo che abbiamo per coltivarlo, custodirlo e difenderlo dei molteplici ostacoli esterni ed interni che lo insidiano.
Il silenzio infatti, non è rotto soltanto dalle parole che risuonano sulle nostre labbra o dai rumori del mondo circostante, ma soprattutto dall’immaginazione, dai turbolenti sentimenti e vani penseri. Esso viene soprattutto sciupato dai discorsi orgogliosi del nostro ‘’io’’.
La piu’ bella lode è un canto di silenzio così puro, che coincide con la purezza di Dio, come un raggio di luce.
E luce è la musica divina. Sì, così si canta in cielo: brillando!. Lo dice anche il profeta Baruc: le stelle chiamate da Dio rispondono ‘’eccoci!’’. Ma come rispondono? Rispondono brillando di gioia’’ Brillando cantano la loro gioia per Colui che le ha create.


Ecco che Dietrich Bonhoeffer esprimeva le motivazioni del silenzio raccomandato ad ogni cristiano che voglia crescere nella vita spirituale:
- Facciamo silenzio prima di ascoltare la Parola, perché i nostri pensieri sono già rivolti verso la Parola
- Facciamo silenzio la mattina presto, perché Dio deve avere la prima Parola
- Facciamo silenzio prima di coricarci perché l’ultima Parola appartiene a Dio.
ciaooo
luisa
utente anonimo

#6   01 Dicembre 2008 - 01:01
 
Dall'albero del silenzio pende il suo frutto, la pace.

(La voce della luna mi è particolarmente caro)

ciao
Marisa
utente anonimo

#7   01 Dicembre 2008 - 08:03
 
Se potessimo osservare la terra dal cielo vedremmo una splendida sfera colorata e in pace ... solo avvicinandoci udremmo le grida, il clamore delle cose e delle armi ...
Fare silenzio fuori e soprattutto "dentro" di noi ... Oggi più che mai è imperativo per vivere, per dare senso al nostro esserci, per diventare "ascolto del nostro profondo e ascolto dell'altro".
Un abbraccio
Rumi
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#8   01 Dicembre 2008 - 09:02
 
un dolce dicembre con la speranza di ottenere dei risultati positivi ciao.
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#9   01 Dicembre 2008 - 11:43
 
molto rumore, troppo. Forse per impedirci di guardare dentro di noi, e poi osservare con occhi nuovi quel che c'è fuori.
Ma il silenzio è la musica più perfetta, e non riesco ad immaginare un mondo senza musica.

un saluto silenzioso, Riccardo
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#10   01 Dicembre 2008 - 14:10
 
Che bel post :)
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Commenti
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